Entra nel vivo il calendario dei pagamenti dell’assegno unico e universale per il mese di maggio 2026.
L’Inps ha reso noto che gli accrediti verranno effettuate in due giornate specifiche: mercoledì 20 e giovedì 21 maggio.
Questa finestra temporale riguarda la maggior parte dei beneficiari, fa sapere today, ovvero i nuclei familiari che hanno già una domanda attiva e che non hanno subito variazioni recenti nella composizione della famiglia o nel livello di reddito. I canali di pagamento rimangono quelli tradizionali.
Discorso diverso, invece, per chi ha presentato una nuova richiesta o ha modificato di recente i propri dati.
In questo caso, l’istituto di previdenza ha bisogno di tempi tecnici supplementari per verificare la documentazione e calcolare la cifra corretta.
Per queste famiglie l’accredito non è perso, ma slitterà verso l’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della domanda.
L’importo dell’assegno unico non è fisso, ma viene calibrato sulla base della situazione economica di ogni singola famiglia.
Se da un lato la misura è universale – spetta cioè a tutti i nuclei con figli a carico senza distinzioni – dall’altro l’assenza di un indicatore economico aggiornato penalizza fortemente il richiedente.
In mancanza dell’attestazione Isee, infatti, lo Stato eroga automaticamente l’importo minimo previsto dalla legge, pari a 58,30 euro per ogni figlio minore.
Per garantire la continuità dei pagamenti nei primi mesi dell’anno, l’Inps ha calcolato le quote di gennaio e febbraio basandosi sui dati del 2025, applicando poi da gennaio una rivalutazione dell’1,4% per adeguarla al costo della vita.
La data più importante da segnare sul calendario per chi non è ancora in regola è il 30 giugno 2026.
Si tratta del termine ultimo e tassativo, senza possibilità di proroghe, per presentare la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) utile al calcolo del nuovo Isee.
Inviare il documento entro questa scadenza permette non solo di ottenere l’adeguamento dell’assegno mensile in base al proprio reddito reale, ma anche di ricevere tutti gli arretrati maturati a partire dal mese di marzo, che verranno liquidati dall’Inps in un’unica soluzione.
Chi salterà questo appuntamento potrà comunque aggiornare la propria posizione anche nei mesi successivi, ma con un grosso svantaggio: il ricalcolo della cifra scatterà soltanto dal momento della presentazione in poi, perdendo definitivamente il diritto a recuperare le somme dei mesi precedenti.
Per aggiornare i dati le famiglie possono muoversi in autonomia online, accedendo al “Portale unico Isee” sul sito web dell’Inps.
Trattandosi di una dichiarazione che coinvolge l’intero nucleo familiare, il sistema richiederà l’autorizzazione da parte di tutti i componenti maggiorenni per l’inserimento dei dati.
In alternativa, per evitare errori nella compilazione, ci si può rivolgere ai centri di assistenza fiscale (Caf) e patronati.


































