Attraverso il solo servizio di impollinazione portato avanti nei campi dalle api e dagli altri insetti occorre salvaguardare un settore importante per l’economia, per l’ambiente e per la salute.
A lanciare l’appello la Coldiretti di Basilicata sulla base di dati Ispra e Bdn, in occasione della Giornata mondiale delle Api, istituita dall’Onu.
Il ruolo delle api va ben oltre la produzione di miele con tre colture alimentari su quattro (75%) dipendono in una certa misura per resa e qualità dalla loro attività di impollinazione, tra cui le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni.
In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele.
Ricorda Coldiretti Basilicata:
“La situazione delle api nostrane rappresenta dunque un indicatore dello stato di salute dell’ambiente ma anche un campanello d’allarme delle eventuali criticità e difficoltà, che possono essere anticipate osservando attentamente la vita di questo insetto”.
La produzione italiana di miele ammonta oggi a 31 milioni di chili, secondo l’analisi Coldiretti su dati dell’Osservatorio Miele.
In Basilicata se ne consumano circa mezzo chilo a testa all’anno, sotto la media europea che è di 600 grammi.
L’Italia vince però in biodiversità con più di 60 varietà.
Aggiunge l’organizzazione agricola lucana:
“I nuovi studi scientifici mettono in evidenza anche le proprietà salutistiche dei prodotti delle api (miele, propoli, polline, pappa reale), ricchi di composti bioattivi con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche e immunomodulanti, utili anche nel caso dei pazienti oncologici”.
Lo dimostra una recente ricerca portata avanti da un gruppo di professori e ricercatori, che evidenzia come questi prodotti riducano lo stress ossidativo, modulino l’infiammazione, contrastino patogeni delle ferite e favoriscano la guarigione dei tessuti, con risultati più consistenti per la mucosite orale e i sintomi nel cancro testa-collo (meno dolore, migliore guarigione mucosa e stato nutrizionale).
Sono quindi alimenti funzionali promettenti come coadiuvanti nella nutrizione di supporto in oncologia, anche se servono studi più ampi per confermare l’efficacia data l’eterogeneità delle evidenze.
A pesare sul futuro del settore resta però la concorrenza sleale dall’estero.
Nel 2025 sono arrivati oltre 26 milioni di chili di prodotto straniero (+18% rispetto all’anno precedente), di cui oltre ¼ di provenienza Extra Ue, spesso di bassa qualità e a prezzi stracciati, che esercita una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano, mettendo in difficoltà i produttori nazionali, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.
A ciò si aggiungono i problemi legati ai cambiamenti climatici che in questi ultimi anni hanno colpito l’Alveare Italia, con il crollo verticale della produzione in molte regioni, tra maltempo e siccità.
Un aiuto importante per gli apicoltori italiani è rappresentato dall’etichetta d’origine obbligatoria, fortemente voluta da Coldiretti e rafforzata dalla Direttiva Breakfast varata dall’Unione Europea.


































