C’è una memoria che non si ferma al ricordo, ma diventa azione concreta, impegno quotidiano, futuro condiviso.
È quella di Elisa Claps, il cui nome continua a vivere grazie alla determinazione del fratello Gildo, da anni impegnato a trasformare il dolore in speranza, dentro e fuori i confini italiani.
Da Potenza fino a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, il suo messaggio si è fatto progetto, presenza, cura.
È qui che si inserisce l’impegno del VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, che ha portato avanti l’iniziativa “Il cuore di Elisa nel cuore dell’Africa”, trasformando un sogno in realtà tangibile per una delle aree più fragili del pianeta.
Durante l’ultima missione, Gildo Claps insieme all’attore Gianmarco Saurino ha potuto vedere da vicino i risultati concreti di questo percorso: la sala d’attesa del dispensario, oggi ristrutturata e intitolata a Elisa, e nuovi macchinari sanitari che ogni giorno permettono di offrire cure a centinaia di persone.
Un presidio di salute che rappresenta molto più di un intervento infrastrutturale: è un segno vivo di attenzione, dignità e solidarietà.
Ma la missione non si è fermata agli interventi sanitari. È stata anche un’esperienza di incontro autentico, fatta di ascolto e condivisione.
Bambine e bambini hanno stretto tra le mani il diario di Elisa, simbolo di una storia che attraversa continenti e generazioni, mentre attività culturali come musica e teatro hanno aperto nuovi spazi di espressione e crescita.
In questo intreccio di storie, emozioni e possibilità, il progetto assume un valore ancora più profondo: non solo aiuto concreto, ma costruzione di legami, di futuro, di consapevolezza.
Un percorso reso possibile grazie a una rete ampia e partecipata, che vede accanto al VIS realtà associative come Serendipity Associazione ETS, Penelope Italia Odv e il Presidio Libera Potenza “Elisa Claps e Francesco Tammone”, unite da un obiettivo comune: custodire la memoria trasformandola in cambiamento.
Così, quel sogno partito anni fa non solo resiste, ma cresce.
E continua a parlare attraverso gesti concreti, volti, storie. In Africa, come a Potenza.
Perché ci sono nomi che non smettono di vivere.
E quello di Elisa Claps oggi è anche cura, accoglienza e speranza.


































