I Carabinieri della Stazione di Gorgoglione, insieme a quelli di Ferrandina e Stigliano, hanno eseguito l’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Matera, nei confronti di un cinquantaquattrenne di Stigliano, già noto, ritenuto responsabile di truffa, estorsione, indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal denaro contante e atti persecutori, in danno di due fratelli ottuagenari.
Il provvedimento è scaturito da un’articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera, con la quale è stata ricostruita la vicenda ed il sistema per defraudare le vittime già dal 2019.
L’indagine è stata avviata in seguito alla presentazione della denuncia da parte di una delle due vittime ed ha ripercorso la vita delle stesse, sino a circa sette anni prima, quando, carpita la fiducia dei due anziani, erano iniziati i raggiri, i finti problemi giudiziari, le continue pretese di denaro e, nell’ultimo periodo, persino le minacce per ottenere il denaro.
Il presunto truffatore, con contatti prevalentemente telefonici e rari incontri di persona, peraltro con il volto coperto, è riuscito a raggirare i due ottantenni, rappresentando loro di avere problemi giudiziari da risolvere e quindi bisogno di denaro.
I primi pagamenti erano avvenuti nei parchi pubblici di Matera, dove le vittime, seguendo precise indicazioni, avevano lasciato su alcune panchine i contanti custoditi in buste da lettera.
Inoltre, con il pretesto di dover pagare fantomatici avvocati, l’arrestato si era fatto consegnare persino la carta bancomat, riuscendo a vendere, per settantamila euro, la quota-parte di un immobile delle vittime e con il danaro versato sul conto corrente, collegato alla carta di prelievo, aveva continuato ad attingere soldi.
Sono emerse, altresì, aggressioni verbali e minacce per impedire che i due anziani avvisassero gli inquirenti, sino a quando, esasperati e dopo essersi consultati con un avvocato di fiducia, hanno contattato i Carabinieri che hanno ricostruito la triste vicenda.
Gli accertamenti finora compiuti sono nella fase delle indagini preliminari e necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

































