AD ATELLA INCREDIBILI RITROVAMENTI RISALENTI ALLA PREISTORIA! IL SITO È UNO DEI POCHI AL MONDO…

Continua a destare curiosità e interesse scientifico il sito preistorico che si trova nei pressi del cimitero di Atella.

Ad un anno di ripresa delle attività di scavo, grazie ad una equipe di archeologi e studiosi italiani e francesi (tra cui Parigi, Siena, Roma e l’Università della Basilicata), i ritrovamenti confermano l’importanza del luogo per un punto cruciale della storia dell’uomo.

Risalgono infatti al Paleolitico Inferiore, precisamente tra 650.000 e 600.000 anni fa, i reperti individuati, tra cui resti di animali e manufatti in pietra, che testimoniano un nuovo modo di fare strumenti.

Domani ad Atella verranno presentati i dati di questa prima fase che durerà altri 4 anni.

Il sito di Atella e quello di Notarchirico vicino Venosa sono gli unici in Basilicata a presentare delle peculiarità specifiche che destano enorme interesse nella comunità scientifica internazionale.

Da quel giorno del 1990, quando un giovane studente di geologia, Andrea Di Muro, scoprì i primi reperti (tra cui la celebre zanna di mammut) avvisando prontamente il suo professore Borzatti, l’indiscutibile fascino per l’archeologia locale, per la storia e il passato vibrante sotto il terreno, non ha mai smesso di riservare sorprese.