Questa strada all’ingresso di Venosa ancora chiusa: la denuncia

Sulla chiusura dell’ex SP 168 riceviamo e pubblichiamo l’intervento del Consigliere Comunale di Maschito, Rubino Mascolo:

Dopo più di 20 giorni l’ex SP 168, ingresso per Venosa, è ancora chiuso.

I motivi di tutto questo sono molteplici:

Il Blocco Burocratico e Finanziario

Il cuore del problema sembra essere un corto circuito tra urgenza infrastrutturale e tempi della politica:

  • Bilancio Regionale: Senza l’approvazione del bilancio, gli uffici tecnici hanno le mani legate. Non si possono impegnare somme né far partire i bandi di gara, trasformando le promesse in semplici parole.
  • Risorse dello Stato: I 5 milioni di euro stanziati per la calamità naturale, sono spesso una “goccia nel mare” rispetto ai danni strutturali causati dal dissesto idrogeologico che colpisce il Vulture-Melfese e l’Alto Bradano.

L’Impatto sui Cittadini

Il disagio è amplificato da una congiuntura economica sfavorevole:

  • Percorsi Alternativi: Strade secondarie spesso non manutenute, che allungano i tempi di percorrenza e mettono a dura prova i veicoli.
    Caro Carburante: Ogni chilometro in più percorso per aggirare l’interruzione sulla ex SP 168 si traduce in un costo diretto e pesante per le famiglie, già provate dall’inflazione.
  • Isolamento: La sensazione che le “passerelle” istituzionali non portino a soluzioni concrete alimenta la sfiducia nelle istituzioni.

L’Appello all’Azione

La richiesta del Consigliere Rubino Mascolo riflette il bisogno di concretezza:

  • Sblocco dei Fondi: Accelerare l’iter del bilancio regionale come priorità assoluta.
  • Cantierizzazione Immediata: Passare dai sopralluoghi operativi ai lavori di ripristino per garantire la sicurezza del versante e della carreggiata.
  • Trasparenza: Una comunicazione chiara sui tempi di riapertura, per evitare che l’incertezza alimenti ulteriormente lo scoraggiamento.

È fondamentale che il grido di chi vive quotidianamente questi territori non resti inascoltato.

La viabilità non è un lusso, ma un diritto fondamentale per garantire la dignità del lavoro e il diritto alla salute e all’istruzione”.