Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Fim – Uilm – Fismic – Uglm:
“Oggi si è tenuto l’incontro sindacale con Stellantis presso lo stabilimento di Melfi.
Nel corso del confronto è stato ribadito che per lo stabilimento di Melfi è già in atto un percorso industriale che prevede la realizzazione di nuovi modelli sulla piattaforma multi-energy STLA Medium.
In questo quadro, è stato annunciato che, oltre ai quattro modelli già previsti, sarà aggiunto un quinto modello, rafforzando ulteriormente la missione produttiva del sito e le sue prospettive industriali.
Questo elemento rappresenta un segnale importante in una fase di transizione complessa per il settore automotive.
In tale contesto, le parti hanno condiviso la necessità di monitorare attentamente l’andamento produttivo e la salita dei nuovi modelli, anche in relazione alla scadenza dell’attuale contratto di solidarietà prevista per il 26 giugno 2026, con l’obiettivo di arrivare progressivamente al superamento degli ammortizzatori sociali e con possibili sviluppi occupazionali futuri.
In questo quadro complessivo, è stato inoltre definito un accordo che prevede uscite incentivate su base volontaria, quale strumento di gestione non traumatica della fase attuale, nel rispetto delle esigenze produttive e organizzative del sito.
Siamo consapevoli che la strada resta ancora lunga e complessa, ma questo rappresenta un primo passo significativo.
Un passaggio importante sarà il prossimo 21 maggio, quando verrà presentato il piano strategico: in quella sede ci aspettiamo indicazioni chiare per l’Italia, a partire dal tema delle motorizzazioni, oggi vero problema per lo stabilimento di Melfi.
Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile continuare a esercitare tutte le pressioni necessarie affinché l’Europa definisca una strategia industriale chiara, a partire dal tema delle multe e delle politiche legate alla transizione.
Questa intesa rappresenta il segnale che su Melfi si sta provando a mettere in campo ogni azione utile: dall’assegnazione di nuovi modelli agli strumenti di gestione della fase attuale, con l’obiettivo di rilanciare il sito produttivo.
Resta centrale, inoltre, affrontare le difficoltà delle aziende dell’indotto, oltre a una revisione delle politiche che riguardano la logistica e l’intero sistema produttivo collegato a San Nicola”.

































