Salvini ha un piano.
Un piano casa.
L’idea, ha spiegato il vicepremier in un question time alla Camera, è di “recuperare circa 60.000 alloggi attualmente inutilizzabili per carenze manutentive”.
Obiettivo: riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico esistente che oggi versa nel degrado.
Le risorse stanziate sono piuttosto ingenti: 1,2 miliardi di euro.
Il ministro delle Infrastrutture punta ad aprire i cantieri “in temi brevissimi”, già nel 2026.
Gli alloggi saranno consegnati “alle famiglie che sono in lista d’attesa per l’assegnazione di una casa popolare” ha detto Salvini.
“Sull’ampliamento dell’offerta abitativa”, ha aggiunto:
“ricordo che nell’ultima legge di bilancio come ministero delle Infrastrutture abbiamo già disposto un primo stanziamento di un ulteriore miliardo di euro che vogliamo destinare in prima istanza alla sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale e sociale nelle diverse aree del Paese”.
Il governo, ha quindi sottolineato il vicepremier in aula:
“sta portando avanti per un programma integrato di interventi che non si limita solo alla gestione dell’emergenza dell’edilizia residenziale pubblica”, ma tende a “intervenire sulla cosiddetta fascia grigia ovverosia quel segmento di popolazione che non riesce ad accedere al libero mercato perché non è abbastanza capiente” (in termini economici), ma “non ha i requisiti sufficienti per accedere all’edilizia sovvenzionata”.
Rispondendo al deputato del M5s Agostino Santillo, Salvini ha lanciato una frecciata all’ex premier Giuseppe Conte, un tempo suo alleato. “Se avessimo potuto avere a disposizione di questo governo la metà dei soldi che qualcuno ha usato per il superbonus avremmo sistemato le case popolari di tutta Italia e no avremmo una persone in lista di attesa. Però ognuno ha speso i soldi come ha ritenuto e poi sta agli italiani giudicare”.
Nel corso del question time Salvini ha chiarito cosa intende per ‘fascia grigia’, ovvero “quelle centinaia di migliaia di persone, famiglie, giovani, professionisti, insegnanti, infermieri e poliziotti che non sono abbastanza indigenti per essere in graduatoria per le case popolari”.
”Poi basta guardare chi c’è nell’assegnazione delle case popolari” ha argomentato, “per capire che il criterio degli anni di residenza non è un capriccio della Lega, ma significa dare la priorità a chi vive qua da più tempo e paga le tasse qua da più tempo“.
Persone che “non sono abbastanza benestanti, ad esempio, per accedere all’acquisto o all’affitto in una città come la mia, Milano, governata dalla sinistra da 15 anni, dove ormai, se non te lo puoi permettere, vieni espulso”.
“Quindi, i miliardi di euro, fatto salvo il Pnrr, su cui stiamo lavorando fra ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Palazzo Chigi, sono dettati proprio ad arrivare a questa popolazione, il cosiddetto ceto medio”.
Per farlo il governo intende ricorrere anche al sistema del rent to buy:
“Invece di pagare l’affitto – ha concluso Salvini -, vai a scalare quello che stai pagando per l’affitto per andare a riscattare, al termine, il tuo immobile come proprietà”.

































