“Le addizionali Irpef regionali e comunali stanno diventando una vera e propria lotteria territoriale che penalizza soprattutto pensionati, lavoratori e fasce sociali più fragili“.
È quanto dichiara Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata, commentando lo studio realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali della Uil nazionale sulle addizionali Irpef nei territori italiani.
Sottolinea Vaccaro:
“Anche la Basilicata presenta un carico fiscale locale significativo.
A Potenza e Matera, infatti, un cittadino con un reddito di 20 mila euro paga complessivamente 506 euro di addizionali Irpef tra quota regionale e comunale, mentre per un reddito di 40 mila euro il totale arriva a 812 euro.
Numeri che incidono in maniera pesante sui bilanci familiari e soprattutto sulle pensioni medio-basse”.
Secondo lo studio Uil, nei due capoluoghi lucani l’addizionale regionale ammonta a 346 euro per i redditi fino a 20 mila euro, ai quali si aggiungono 160 euro di addizionale comunale.
Per i redditi da 40 mila euro, invece, l’addizionale regionale sale a 492 euro, con ulteriori 320 euro di quota comunale.
Prosegue Vaccaro:
“Non possiamo accettare che il luogo in cui si vive determini differenze così marcate nel peso fiscale senza che vi sia un corrispondente miglioramento dei servizi pubblici.
Il federalismo fiscale doveva garantire maggiore equità e responsabilità amministrativa, ma oggi rischia di accentuare le disuguaglianze sociali e territoriali”.
Per la Uil Pensionati Basilicata è necessario aprire una riflessione nazionale sulla fiscalità locale, introducendo criteri di maggiore equità e tutela dei redditi fissi.
Conclude Vaccaro:
“Pensionati e famiglie lucane non possono continuare a essere il bancomat degli enti locali.
Serve una riforma che riduca il peso delle addizionali sui redditi medio-bassi e che garantisca servizi efficienti e omogenei in tutto il Paese”.



































