“Degrado a Melfi: verde pubblico abbandonato, strade senza illuminazione”. Ecco la denuncia di un cittadino che vive fuori ma torna nel fine settimana

Riceviamo e pubblichiamo la denuncia di un nostro lettore:

“Sono un cittadino di Melfi ma residente in Puglia, in questi ultimi tempi che vengo a soggiornare qualche giorno a Melfi, vedo sia Melfi che il Vulture Melfese in stato di degrado e abbandono.

Strade e infrastrutture fatiscenti, la strada che dalla vicina Candela porta a Melfi è ancora chiusa per lavori (da circa due anni), le strade che portano agli stabilimenti ex Fiat e indotto in stato di completo abbandono.

Una sera tornando da Canosa di Puglia mi sono imbattuto nelle strada che costeggia l’area industriale ed era senza illuminazione e piena di buche.

Consideriamo anche gli incidenti stradali di questi ultimi giorni di due cittadini di Lavello, che purtroppo hanno perso la vita.

Lo stesso Melfi lo vedo in degrado sia per le strade che per il verde pubblico.

Hanno “riempito” un po’ di buche solo per la tappa del giro d’Italia da Vasto a Melfi.

Questa mattina mi sono recato nella bellissima chiesa e convento dei Cappuccini di Melfi e ho trovato un vero degrado del verde pubblico nella piazza dedicata a San Giustino de Jacobis.

Melfi e il Vulture Melfese mi dà l’impressione di una “Terra di Nessuno”.

Lo stesso Tribunale di Melfi è stato chiuso per politiche scellerate dell’allora governo Monti.

A dir la verità Melfi e il Vulture Melfese meriterebbe molto di più, considerata che è un area invidiabile della Basilicata del nord, piena di verde e tradizioni e con la bella presenza dei Laghi di Monticchio.

La provincia di Melfi e/o Melfi provincia potrebbe essere una soluzione per lo stato di degrado degli ultimi anni a Melfi e il Vulture Melfese.

Anche per poter sviluppare le nostre belle tradizioni del vino, del buono olio di oliva, delle acque minerali, dell’agricoltura, della ristorazione, del turismo, offuscate e represse dalle lobby della grande industria e da una politica Industriale scellerata non in sinergia con la vocazione agricola e del turismo del Vulture Melfese.

Nel lontano 1980 un professore dell’università di Economia della Ca Foscari di Venezia profetizzò tutto ciò che sta accadendo a Melfi e il Vulture Melfese in questi ultimi anni, il professore di Economia consigliò in un convegno presso i Cappuccini di Melfi che la nostra cultura e vocazione non era in sinergia con la grande industria, ma la nostra vocazione è prettamente agricola, di creare piccole industrie di prodotti locali, e di sviluppare il turismo nel nostro bel Vulture Melfese”.