Basilicata, al via la protesta a Roma: “Nei progetti di Stellantis c’è la volontà di dismettere molte fabbriche italiane”. I dettagli

Riceviamo e pubblichiamo un comunicata stampa di:

  • CUB Basilicata;
  • COBAS Basilicata;
  • SI COBAS Pomigliano;
  • USB Basilicata;
  • Coordinamento “NO TRIV” Basilicata;
  • Comitato di scopo della Basilicata per il ritiro di ogni Autonomia Differenziata.

Nello stesso si legge:

“Il giorno 11 ottobre, in occasione dello sciopero generale di tutto il sindacalismo di base, si terranno cortei per la città e un presidio sotto il ministero del lavoro.

In quella stessa data, sembrerebbe un caso, il ministro Giorgetti ha convocato Cgil Cisl e Uil per discutere della crisi dell’auto.

Ovviamente ha convocato solo i confederali, non tutti i sindacati presenti in Stellantis e nei tanti indotti.

Come CUB Basilicata, COBAS Basilicata, SI COBAS Pomigliano, USB Basilicata, NO A.D. Basilicata e Coordinamento NO TRIV Basilicata parteciperemo a questa importante giornata di mobilitazione.

Un appuntamento che ci vedrà innanzitutto protagonisti sulle vertenze dell’auto.

Con Stellantis e indotti impegnati a delocalizzare e schiavizzare gli operai nei pochi giorni in cui lavorano, la risposta degli operai deve essere chiara e determinata.

Nei progetti di Stellantis c’è, infatti, la volontà di dismettere molte fabbriche italiane e, allo stesso tempo, di ridimensionare quei pochi siti che rimarranno aperti, i quali diventeranno veri e propri laboratori sperimentali della produzione di auto elettriche.

Ciò rischia di avere importanti ripercussioni sugli operai che entreranno a contatto con i prodotti con cui vengono costruite le batterie, oltre ad un ulteriore aggravamento delle condizioni di lavoro.

Su questi temi, infatti, combinati all’incognita dello smaltimento delle batterie, nessuno fa un’adeguata campagna d’informazione.

I lucani denunciano e lottano da anni contro le lobby del petrolio e gli effetti delle aggressioni capitalistiche perpetrate a loro danno e a danno dell’ambiente, altrettanto impegnati contro l’utilizzo del fossile quale fonte inquinante.

Ciò non significa, né è accettabile, che la transizione energetica in atto possa in qualche maniera ricadere sulla pelle degli operai, che rischiano di diventare le cavie di questo cambiamento.

L’11 ottobre, quindi, ci ritroveremo sotto il Mise e per le vie di Roma ai cortei organizzati, insieme alle tante realtà in crisi del paese, a tanti lavoratori e movimenti.

Ci saremo a prescindere dall’appartenenza sindacale di ognuno di noi perché l’obiettivo di perseguire l’unità intersindacale nelle lotte è da sempre al primo posto.

Saremo presenti, anche, per dire no ai progetti di autonomia differenziata e le attuali forme di regionalizzazione, per l’uguaglianza dei diritti e dei servizi su tutto il territorio nazionale e contro il pericolo che esiste tra la divisione del Paese, l’aumento delle diseguaglianze e gli attacchi alle conquiste storiche e alle condizioni di vita dei lavoratori.

Dunque, sarà importante esserci ed essere il più numerosi possibili.

Il governo è uno strumento in mano ai padroni, oggi più che mai rappresentato nella sua forma più spietata da Draghi e da ministri di tutti gli schieramenti.

Partendo da questa consapevolezza dobbiamo provare a ricostruire la nostra classe, perché solo noi possiamo liberarci da questo sistema, nessuno mai lo farà al posto nostro.

Dalla Basilicata partirà un pullman che farà tappa in Campania, per poi dirigersi a Roma.

Chiunque voglia partecipare potrà contattare le sigle sindacali e i movimenti di seguito riportati.

Il pullman partirà da Viale del Basento, all’altezza dell’uscita autostradale di Potenza centro (nei pressi dell’ex campo di calcio Fgci) alle ore 05:00 dell’11 ottobre“.

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