Basilicata tra le aree con le retribuzioni più basse del Paese: “Investire su salari dignitosi”. Queste le proposte

L’ultima indagine retributiva di ODM Consulting evidenzia un divario salariale sempre più ampio tra l’Italia e i principali Paesi europei.

Se da un lato i lavoratori italiani continuano a perdere potere d’acquisto rispetto ai colleghi di Germania, Francia, Regno Unito e Svizzera, dall’altro il Mezzogiorno e la Basilicata restano tra le aree con le retribuzioni più basse del Paese.

Secondo FILCOM CONFSAL Basilicata, il Decreto-Legge n. 62/2026, pur introducendo il principio del “salario giusto”, non individua una soglia minima certa e immediatamente esigibile, affidando la tutela retributiva a un complesso sistema fondato sul Trattamento Economico Complessivo (TEC).

Afferma Donato Rosa, del Centro Studi FILCOM CONFSAL Basilicata:

“Il salario giusto non può essere una formula giuridica ma deve partire da un numero chiaro, comprensibile e verificabile da ogni lavoratore.

Per questo proponiamo una soglia minima di 9 euro l’ora, costruita su minimo tabellare, indennità di contingenza ed EDR, lasciando poi alla contrattazione di secondo livello il compito di valorizzare produttività, professionalità e risultati“.

FILCOM CONFSAL Basilicata propone inoltre la detassazione degli incrementi salariali derivanti dalla contrattazione aziendale e territoriale e una riduzione strutturale della fiscalità sui premi di risultato, affinché gli aumenti concordati si traducano in un reale beneficio per i lavoratori senza gravare ulteriormente sulle imprese.

Particolare attenzione viene rivolta agli appalti pubblici ad alta intensità di manodopera, dove il sindacato chiede che la soglia dei 9 euro l’ora diventi un requisito inderogabile nei bandi regionali e locali, per contrastare il lavoro povero e garantire una retribuzione conforme ai principi dell’articolo 36 della Costituzione.

Conclude Rosa:

“Un Paese che continua a competere comprimendo i salari è destinato a perdere lavoratori qualificati, giovani e capacità di crescita.

Investire su retribuzioni dignitose significa investire nella competitività, nella coesione sociale e nel futuro dell’Itali