“Tutelare la salute significa, prima di tutto, preservare la terra in cui viviamo.
Non esiste salvaguardia della sanità pubblica senza difesa dell’ambiente e, ogni volta che la politica compie una scelta miope, a pagare il prezzo più alto sono il benessere dei cittadini e la qualità della vita delle future generazioni.
È quello che sta accadendo alla Basilicata, intrappolata tra la minaccia dei fantasmi del passato e un’aggressione selvaggia al proprio ecosistema, consumata sotto la bandiera, troppo spesso strumentalizzata, della transizione energetica.”
Lo dichiara il Coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Basilicata, Christian Giordano, che aggiunge:
“In Basilicata c’è un grande problema ambientale che va affrontato con urgenza, prima che sia troppo tardi.
Il pericolo del nucleare è tornato con la possibile localizzazione del Deposito Unico Nazionale in Basilicata.
Una strategia scellerata che calpesta la fragilità geomorfologica di un territorio che racchiude un patrimonio storico, agricolo e paesaggistico inestimabile.
Si continua a cercare di convincerci delle presunte potenzialità e opportunità che deriverebbero dall’individuazione di questo sito di stoccaggio.
L’ennesima scelta calata dall’alto che va a minare il rispetto e la volontà dei lucani.
Rischio sanitario, potenziale contaminazione delle risorse idriche e depauperamento del suolo rappresentano minacce reali per una regione che si trova già ai vertici nazionali per volume di rifiuti radioattivi detenuti.
Danneggiare l’ecosistema significa, inevitabilmente, ipotecare la salute dei cittadini. Una lezione che la storia ci ha impartito a caro prezzo e che non possiamo più permetterci di ignorare.
La Basilicata ha già offerto un tributo altissimo al sistema energetico nazionale e non siamo più disposti a tollerare ulteriori sacrifici, né a trasformare la nostra terra in un laboratorio a cielo aperto per esperimenti dalle imprevedibili conseguenze sanitarie e naturalistiche.
La logica speculativa che muove la partita del nucleare è la stessa che alimenta il caos delle installazioni energetiche.
La Basilicata vanta un’alta densità di impianti eolici in un totale vuoto normativo, schiava di un sistema che sceglie deliberatamente di non pianificare.
La mancanza di un Piano Paesaggistico Regionale e l‘assenza di una chiara ed equa perimetrazione delle aree idonee finiscono per lasciare campo libero ai privati; il ritratto di un modello che confonde la sostenibilità con il profitto di pochi.
La vera transizione si fa con le comunità, mai contro di loro. Non si può pensare di risolvere le emergenze nazionali sacrificando aree a forte vocazione agricola e turistica.
Servono regole trasparenti, rispetto del paesaggio e tutela dei siti di pregio.
Diciamo ‘no’ all’aggressione dei nostri territori, ma un ‘sì’ deciso al futuro e la nostra risposta sono le Comunità Energetiche Rinnovabili: un modello democratico e orizzontale dove cittadini, comuni e imprese si uniscono per produrre, consumare e condividere energia, con benefici che restano interamente a livello locale.
La Basilicata non è una terra di conquista da sacrificare sull’altare di una speculazione mascherata da transizione verde.
È una terra viva che pretende rispetto e dignità. Noi, come rappresentanti politici, ma prima ancora come cittadini e genitori, abbiamo il dovere sacrosanto di difenderla.”


































