C’è ancora tempo per presentare la dichiarazione dei redditi relativi all’anno d’imposta 2025: come ricordato dall’Agenzia delle Entrate, infatti, “i contribuenti devono presentare il modello Redditi Persone fisiche 2026, relativo all’anno d’imposta 2025, tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026”.
Viene inoltre ricordato che “la dichiarazione va trasmessa esclusivamente in digitale, per via telematica o tramite i servizi online disponibili sul sito dell’Agenzia, direttamente o tramite un intermediario abilitato”.
E quest’anno nel 730 – che invece è da inviare entro il 30 settembre – e nel modello Redditi arriva il nuovo tetto massimo di spesa detraibile pari a mille euro per ogni figlio a carico.
Come spiegato da Altroconsumo, “le spese scolastiche danno diritto a una detrazione del 19% nel modello 730: rette dalla materna alle superiori, mensa, gite, corsi extrascolastici, assicurazione e asilo nido, tasse universitarie e riscatto della laurea. Basta indicarle nel quadro E e conservare ricevute e attestazioni”.
A partire dal 2025 il “limite massimo su cui calcolare la detrazione è di 1.000 euro all’anno per ogni alunno o studente. In pratica, il beneficio massimo è di 190 euro per ciascun figlio, se la spesa sostenuta raggiunge almeno 1.000 euro”.
Come ricordato dall’Agenzia delle Entrate, “nella dichiarazione precompilata sono riportati i dati comunicati dagli istituti scolastici relativi a: tasse scolastiche; contributi obbligatori; contributi volontari ed erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica.
Si tratta, ad esempio, delle spese per: la mensa scolastica e per i servizi scolastici integrativi; le gite scolastiche; per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto”.
Inoltre “la dichiarazione precompilata contiene, in ogni caso, le informazioni relative alle tasse scolastiche (versate per l’iscrizione, la frequenza, il sostenimento degli esami e il rilascio dei diplomi), versate con modello di pagamento F24: tali informazioni infatti sono già in possesso dell’Agenzia delle entrate e non vengono quindi trasmesse dagli istituti scolastici”, spiega ancora l’Agenzia delle Entrate.
“Sono incluse, inoltre, nel solo foglio informativo allegato alla dichiarazione precompilata anche le erogazioni liberali effettuate a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, non deliberate dagli organi scolastici e finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e universitaria nonché all’ampliamento dell’offerta formativa”, spiega ancora il sito dell’Agenzia.
L’Agenzia spiega ancora che alcune spese sostenute per la mensa scolastica, il trasporto o altri servizi potrebbero non apparire in automatico nella precompilata: “I servizi di mensa scolastica, trasporto scolastico ed altri servizi pre e post scuola, sono spesso gestiti dai Comuni o da altri Enti Locali, i quali, qualora non rientrino nell’alveo dei soggetti appartenenti al sistema nazionale di istruzione, ovvero quando non gestiscono direttamente scuole comunali ma gestiscono solo alcuni servizi per scuole terze, non sono tenuti all’invio dei dati delle spese scolastiche ai fini della dichiarazione precompilata”.
Dunque “i dati relativi a tali servizi potrebbero non essere oggetto di precompilazione, il contribuente può autonomamente, qualora ne ricorrano i presupposti, indicare tali spese in dichiarazione tra quelle detraibili”.
Nel caso in cui ci si sia opposti all’utilizzo dei dati delle spese scolastiche da parte dell’Agenzia delle Entrate, “questi non vengono riportati né nella dichiarazione precompilata del contribuente né nel suo foglio riepilogativo e neanche nella dichiarazione precompilata e nel foglio riepilogativo del familiare del quale risulta a carico.
Resta ferma la possibilità per il contribuente di inserire le spese per le quali è stata esercitata l’opposizione in fase di modifica o integrazione della dichiarazione precompilata”.
Infine è importante ricordare che non sono detraibili i libri, il materiale scolastico o la cancelleria.
Come ricordato ancora da Altroconsumo, “le spese devono essere documentate (tramite ricevute, bonifici, fatture) e intestate a uno dei genitori. Se la fattura è intestata all’alunno, i genitori possono dividerla al 50%, oppure il genitore che ha sostenuto la spesa può inserirla nel 730 annotandolo sulla fattura”.

































