Formare oggi le competenze di domani: il piano per il rilancio della Basilicata

La crescente domanda di diplomati ITS da parte delle imprese italiane conferma una necessità che la UIL Basilicata sostiene dal 2020: istituire in regione una vera Academy degli ITS, capace di diventare un centro di eccellenza per la formazione tecnica e tecnologica e uno degli strumenti principali della politica industriale lucana, oltre che strumento di occupazione qualificata per contrastare la fuga dei giovani.

Afferma Vincenzo Tortorelli, Segretario Generale della UIL Basilicata:

“Sono anni che indichiamo questa strada e oggi i numeri ci dicono che non c’è più tempo da perdere.

Le imprese hanno sempre più bisogno di tecnici specializzati e, contemporaneamente, noi continuiamo a vedere giovani che lasciano la Basilicata e troppi NEET fermi, fuori sia dal lavoro sia dai percorsi di formazione.

È una contraddizione che dobbiamo superare”.

Per la UIL la formazione non può essere considerata una conseguenza degli investimenti. Deve diventare uno strumento per anticiparli e attrarli:

“Dobbiamo rovesciare il paradigma: non possiamo aspettare che arrivi un’impresa per domandarci successivamente dove trovare le professionalità necessarie. Dobbiamo formare oggi le competenze che serviranno domani e utilizzare questo patrimonio per rivendicare nuovi investimenti in Basilicata e nel Mezzogiorno”.

Un esempio significativo viene proprio dal sistema industriale lucano.

Sottolinea Tortorelli:

“Abbiamo una realtà che dovrebbe farci riflettere: il Centro Ricerche Stellantis di Melfi rappresenta un’eccellenza capace di formare giovani provenienti anche da altre regioni, mentre la Basilicata non è ancora riuscita a costruire una filiera strutturata degli ITS capace di intercettare, orientare e formare su larga scala i propri giovani.

Non vogliamo certamente chiuderci entro i confini regionali: al contrario, vogliamo che questa capacità diventi il punto di partenza per fare della Basilicata un polo di eccellenza della formazione tecnica e tecnologica per tutto il Mezzogiorno, capace di attrarre giovani, competenze e nuovi investimenti”.

Automotive e nuova mobilità, meccatronica, energia, transizione digitale, intelligenza artificiale, ambiente, turismo, agroindustria e tecnologie applicate alla manifattura sono, secondo la UIL, alcuni dei settori sui quali costruire percorsi ITS di alta specializzazione, partendo dalle vocazioni produttive già presenti sul territorio e guardando a quelle che potranno svilupparsi nei prossimi anni.

La questione è anche industriale. Le trasformazioni tecnologiche stanno modificando rapidamente l’organizzazione del lavoro e le professionalità richieste dalle aziende. La disponibilità di manodopera qualificata e di competenze avanzate sarà sempre più uno dei fattori attraverso i quali le imprese decideranno dove investire.

Prosegue Tortorelli:

“Quando andiamo ai tavoli nazionali a chiedere nuovi investimenti per il Sud e per la Basilicata dobbiamo poter dire che qui non offriamo soltanto aree industriali e incentivi, ma soprattutto giovani preparati, tecnici specializzati, ricerca e competenze di qualità. Questo può diventare uno dei nostri principali fattori di competitività”.

Per la UIL Basilicata c’è poi una grande questione sociale. In una regione segnata dallo spopolamento e dalla partenza delle nuove generazioni, la presenza di tanti giovani che non studiano e non lavorano rappresenta un patrimonio umano che non può continuare a rimanere inutilizzato:

“I NEET non possono essere considerati una generazione perduta. Dobbiamo andare a cercare quei ragazzi, orientarli, formarli e accompagnarli verso professioni che le imprese stanno già cercando. Ogni giovane che riusciamo a riportare dentro un percorso di formazione e di lavoro è una risorsa restituita alla Basilicata”.

Da qui la proposta della UIL di costruire una Academy regionale degli ITS, attraverso una regia della Regione Basilicata e il coinvolgimento stabile di imprese, organizzazioni sindacali, Università, scuole, centri di ricerca e sistema produttivo.

Un luogo nel quale programmare non soltanto le professionalità richieste oggi, ma soprattutto quelle necessarie nei prossimi cinque-dieci anni:

“È qui che chiediamo alla Regione Basilicata di essere lungimirante. Non possiamo aspettare che le crisi industriali passino da sole e intervenire soltanto quando esplodono le emergenze.

Governare significa anticipare i cambiamenti, preparare il territorio e costruire le condizioni perché possano arrivare nuove opportunità”.

Per Tortorelli, formazione e politica industriale devono quindi procedere insieme:

“La Basilicata deve decidere se limitarsi a difendere ciò che abbiamo oppure costruire ciò che verrà. Noi scegliamo la seconda strada. Dal 2020 chiediamo l’Academy degli ITS perché crediamo che investire sulle competenze dei giovani sia una delle più importanti politiche industriali che possiamo mettere in campo.

Formare i nostri giovani significa rafforzare le imprese che già operano in Basilicata, creare le condizioni per attrarne di nuove e dare una risposta concreta allo spopolamento.

Le competenze possono diventare la nostra materia prima più importante: una ragione per investire al Sud e, soprattutto, una ragione per i nostri giovani per restare, tornare e costruire qui il proprio futuro”.