“Le proteste degli agricoltori che stanno attraversando il Mezzogiorno dimostrano che la crisi dell’agricoltura non è un problema esclusivamente lucano.
Caro carburante, aumento dei costi dei fertilizzanti e dell’energia, riduzione dei margini e prezzi spesso insufficienti a coprire i costi stanno mettendo sotto pressione le aziende agricole in Basilicata come nelle altre regioni del Sud.
La dimensione generale della crisi richiede azioni straordinarie“.
Lo dichiara Antonio Bochicchio, capogruppo socialista in Consiglio regionale, che sottolinea:
“Il Tavolo Verde ha fatto emergere la gravità della situazione e la necessità di risorse adeguate.
Occorre definire con rapidità interventi, risorse e tempi.
Riconosciamo quanto già fatto con l’anticipo dei premi relativi alle misure a superficie del CSR, ma la situazione richiede uno sforzo ulteriore.
Sul carburante agricolo agevolato, il confronto con la vicina Puglia indica la possibilità di compiere un passo in più.
Per il 2026 la Regione Puglia ha autorizzato, per determinate colture e lavorazioni, una maggiorazione del 50 per cento dei quantitativi assegnati, mentre in Basilicata l’integrazione disposta quest’anno è del 30 per cento.
La stessa Regione Basilicata, peraltro, in passato ha già fatto ricorso a maggiorazioni fino al 50 per cento.
Chiediamo quindi all’assessore Cicala di verificare immediatamente le condizioni tecniche e normative per rafforzare ulteriormente la misura anche per l’anno in corso.
Tra le proposte avanzate al Tavolo Verde vi è anche l’abbattimento fino al 50 per cento degli aumenti dei costi dei mezzi tecnici, a partire da carburanti e fertilizzanti.
È una proposta che la Regione deve valutare rapidamente. Alle imprese servono misure immediate per portare a termine le lavorazioni dell’annata agraria in corso e programmare quelle successive.
Occorre inoltre difendere il reddito degli agricoltori e costruire una strategia organica per le filiere maggiormente in difficoltà.
Acqua e infrastrutture irrigue, viabilità rurale, danni da fauna selvatica e calamità, energia, innovazione e aggregazione dei produttori devono entrare in un piano regionale, con priorità, risorse e tempi definiti.
La crisi riguarda tutto il Mezzogiorno e proprio per questo occorre fare presto.
All’assessore Cicala chiediamo di trasformare il confronto avviato con il mondo agricolo in un pacchetto di interventi concreti e di ricucire il rapporto con il comparto.
Non può essere ignorato il grido d’allarme del mondo agricolo che è giunto a chiederne le dimissioni.
Cicala dimostri di saper uscire da questa impasse.
Noi scegliamo il terreno delle proposte e siamo pronti a dare il nostro contributo, ma si abbassi la narrazione e si facciano cose che servono realmente”.

































