Sarà Melfi il cuore delle celebrazioni lucane per la Giornata nazionale in memoria degli Internati Militari Italiani (IMI) nei lager nazisti, istituita dalla Legge 13 gennaio 2025, n. 6.
La città ricorderà il sacrificio degli oltre 650.000 militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di continuare a combattere al fianco della Germania nazista.
Per questa scelta furono deportati nei lager, privati dello status di prigionieri di guerra e sottoposti a condizioni durissime di fame, lavoro coatto e sofferenza.
Una scelta di opposizione che la storiografia ha definito anche “Resistenza senza armi” e che rappresentò una delle forme più significative di rifiuto del nazifascismo.
Dietro il filo spinato dei lager vi erano anche circa 4.000 militari lucani, giovani uomini partiti dai nostri paesi e dalle nostre città e che, dopo l’8 settembre, si trovarono di fronte alla scelta di obbedire o rifiutare.
Tra loro anche numerosi militari di Melfi, le cui vicende costituiscono una parte importante della memoria storica della comunità.
A Melfi una Stele per trasformare il ricordo in Memoria.
Il momento centrale delle celebrazioni sarà lo svelamento della Stele commemorativa dedicata agli Internati Militari Italiani, che sarà collocata nella città di Melfi come segno permanente di memoria.
La Stele nasce da un progetto fortemente voluto dall’ANPI di Melfi e accolto dall’Amministrazione comunale, sviluppato attraverso un percorso didattico triennale realizzato grazie al protocollo d’intesa tra l’ANPI e l’I.I.S. “Federico II di Svevia” di Melfi.
A darle forma sono stati gli studenti del Liceo Artistico “Mario Festa Campanile”, che hanno trasformato lo studio della storia in un’opera destinata a rimanere patrimonio della città.
Al progetto hanno partecipato anche gli studenti dei Licei Scientifico e Classico, che nel corso del triennio hanno approfondito la vicenda degli IMI e realizzato una rappresentazione teatrale dedicata alle storie e alle scelte degli uomini che vissero la deportazione nei lager nazisti.
Un percorso che ha avuto un obiettivo preciso: portare la memoria fuori dai libri e consegnarla alle nuove generazioni attraverso la conoscenza, l’arte e la partecipazione.
“Nelle scuole abbiamo seminato il loro ricordo per anni. Ora consegniamo alla città un luogo fisico nel quale quel ricordo potrà diventare Memoria viva.”
È questo il significato più profondo della Stele: non soltanto un monumento, ma un luogo attraverso il quale le future generazioni potranno conoscere la storia di quei giovani militari e comprendere il valore delle scelte compiute dopo l’8 settembre 1943.
Melfi promuove una memoria che abbraccia tutta la Basilicata Accanto alla cerimonia cittadina, Melfi ha voluto dare all’iniziativa una dimensiona regionale, invitando i 131 Comuni della Basilicata a condividere il momento del ricordo.
L’invito è quello di osservare, il 20 settembre alle ore 11.00, un minuto di silenzio, accompagnato, ove possibile, dalle bandiere a mezz’asta, in memoria degli Internati Militari Italiani.
L’iniziativa, promossa dall’ANPI di Melfi e sostenuta dal Comune di Melfi e da ANCI Basilicata, nasce dunque dalla città e si apre all’intera comunità regionale: un gesto semplice e contemporaneo per ricordare insieme una pagina della storia italiana che appartiene anche alla memoria della Basilicata.
Il coinvolgimento degli altri Comuni rappresenta così il naturale ampliamento di un progetto che ha il suo centro a Melfi, città che ha scelto di custodire questa memoria e di renderla visibile attraverso una testimonianza permanente.
Ricordare gli IMI significa restituire un nome, una storia e una dignità a migliaia di uomini che per decenni sono rimasti ai margini della memoria collettiva. Significa soprattutto spiegare ai giovani che la storia non è fatta soltanto di battaglie e di grandi eventi, ma anche di scelte individuali compiute in condizioni estreme.
La Stele di Melfi nasce proprio con questo intento: ricordare chi, anche senza armi e lontano dalla propria terra, seppe dire di no.
Melfi sceglie così di fare della memoria un patrimonio della comunità e un insegnamento per le nuove generazioni.
Un luogo fisico nel cuore della città perché, come recita il principio che accompagna l’intero progetto, nessuno di quei ragazzi possa essere dimenticato.
Di seguito la locandina con i dettagli.


































