La presentazione del libro “Attualità di Gobetti” (Passigli editore, 2026) di Antonio Carioti, evento inaugurale del ciclo “Tra liberalismo e democrazia”, organizzato da Associazione e Fondazione Nitti con il patrocinio del comune di Melfi e il contributo del ristorante “Sole di Mezzanotte”, è stata molto interessante e partecipata.
Introducendo l’incontro, tenutosi nell’auditorium del centro culturale Nitti, Gianluca Tartaglia, direttore dell’Associazione dedicata allo statista melfitano, ha sottolineato la bontà del progetto culturale che “attraverso la presentazione di tre libri, di recente pubblicazione, su Piero Gobetti, Eugenio Colorni e Francesco Saverio Nitti non solo vuole far conoscere il loro pensiero e scoprirne l’attualità, ma anche offrire l’occasione per una riflessione comune su tre figure illuminate della prima metà del Novecento.
Approfondimenti utili soprattutto in un momento storico e politico nel quale movimenti, europei e nazionali, che si rifanno ad un passato buio e retrogrado stanno, pericolosamente, affermandosi”.
Il presidente del Consiglio comunale di Melfi Vincenzo Destino, portando il saluto della città, ha affermato come “Gobetti fu un giovane intellettuale capace di trasformare la cultura in impegno politico e civile.
Nella sua idea di ‘rivoluzione liberale’ vedeva nella libertà una conquista fondata sulla partecipazione e sulla responsabilità.
La sua opposizione al fascismo fu una scelta coerente con una concezione alta e intransigente della libertà.
A cento anni dalla sua morte, Gobetti resta un riferimento per chi crede nella politica come strumento di rinnovamento della società”.
Il compito, svolto magistralmente, di animare il dialogo con l’autore è stato affidato a Giovanni Vetritto, segretario del Comitato scientifico di Fondazione Nitti, secondo il quale “il libro di Antonio Carioti fotografa l’attualità del pensiero di Piero Gobetti.
Nel centenario della morte tanti dei suoi giudizi e delle sue battaglie si adattano ai vizi e ai limiti della lotta politica nel nostro paese.
Conflitto, rifiuto del provincialismo e del corporativismo, del personalismo e della vuota retorica paiono scritti per l’oggi e Carioti lo dimostra con lucidità “.
Nel corso dell’incontro, l’autore del libro ha illustrato la straordinaria figura e il pensiero dell’intellettuale piemontese oltre che la sua attualità.
Sostiene Antonio Carioti:
“Piero Gobetti, morto cento anni fa in esilio a Parigi, non fece in tempo a compiere 25 anni.
Ma nella sua breve vita creò tre riviste, pubblicò come editore più di cento libri, scrisse un importante saggio sulla lotta politica in Italia. Soprattutto fu un fiero oppositore del fascismo, nel quale vedeva l’espressione dei peggiori difetti accumulati nella storia d’Italia: conformismo, vuota retorica, cortigianeria, culto dell’uomo forte a cui delegare ogni scelta.
Gobetti pagò il suo antifascismo con arresti, persecuzioni, un feroce pestaggio che ne minò la salute.
La sua fede nella libertà, nella competizione aperta tra le idee e le forze politiche, nell’economia di mercato, nell’emancipazione del lavoro resta per molti versi attuale anche nell’Italia di oggi”.
Il Prossimo appuntamento è per il 26 settembre, ore 17:30, presentazione del libro “Eugenio Colorni” di Massimiliano Coccia, giornalista e scrittore, che dialogherà con Donato Verrastro, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Basilicata.

































