“La missione a Bruxelles delle Regioni italiane con stabilimenti di auto – Lazio, Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria, a cui vanno aggiunte le Marche – ha ribadito con forza che l’automotive non può essere affrontato soltanto come una fase di transizione, ma come una filiera industriale strategica da accompagnare e rafforzare nel lungo periodo.
La richiesta di uno specifico strumento europeo per l’automotive nella programmazione 2028-2034, insieme alla neutralità tecnologica, alla semplificazione e a una disciplina degli aiuti di Stato più adeguata alle trasformazioni in corso, va nella direzione giusta, che come Giunta Regionale Basilicata seguiamo già da tempo.
Per la Basilicata, dove l’automotive rappresenta un asse fondamentale dell’economia industriale e occupazionale, è indispensabile che la transizione sia sostenuta da investimenti, innovazione e strumenti finanziari capaci di coinvolgere anche la componentistica e le Pmi.
In questo quadro, i 300 milioni di euro destinati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai Mini contratti di sviluppo costituiscono un’opportunità concreta.
Il fatto che il 40 per cento delle risorse sia riservato agli investimenti da realizzare nel Mezzogiorno, con una quota significativa destinata alle Pmi, può consentire anche alle imprese lucane di programmare nuovi investimenti, diversificazione e riconversione tecnologica.
Come Regione continueremo a lavorare affinché la Basilicata sia protagonista di questa trasformazione, sostenendo le imprese e chiedendo a Governo ed Europa politiche industriali coerenti, stabili e di lungo periodo.
L’obiettivo deve essere uno solo: accompagnare la transizione senza disperdere competenze, produzioni e occupazione, rafforzando la competitività della filiera automotive lucana”.
Lo dichiara l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Basilicata, Francesco Cupparo.

































