Riceviamo e pubblichiamo l’appello pubblico che il Coordinamento Agricoltori Basilicata ha rivolto oggi al Presidente Bardi e all’Assessore Cicala sul caro carburante:
“Ci rivolgiamo direttamente al Presidente Bardi e all’Assessore Cicala. Non per polemizzare. Per chiedere una cosa sola: fatevi sentire a Roma.
La benzina in Basilicata è a 2,30 euro al litro. Il gasolio agricolo è a 1,60.
Sono numeri che un agricoltore lucano conosce a memoria — li vede ogni volta che sale sul trattore, ogni volta che accende la pompa di irrigazione, ogni volta che porta il raccolto al mercato.
Li conosce anche ogni famiglia lucana che la mattina fa il pieno per andare a lavorare, in una regione dove l’auto non è un optional: è l’unico mezzo per esistere.
Questa regione produce petrolio.
Lo diciamo senza retorica: il sottosuolo lucano genera ricchezza che va altrove, mentre chi vive qui paga il carburante più di chi quella ricchezza la riceve. Non è uno sfogo. È un’anomalia che ha un nome: ingiustizia.
Il Governo ha gli strumenti per intervenire: accise, fondi di compensazione, redistribuzione dei proventi petroliferi.
Strumenti che esistono e non vengono usati — o che vengono usati a metà, come il taglio accise di primavera: temporaneo su un problema permanente. I prezzi sono risaliti. Più di prima.
E intanto succede qualcosa che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore questa terra: molti agricoltori lucani stanno rinunciando a produrre. Non per scelta. Per necessità.
Perché i costi di produzione — carburante in testa — hanno superato quello che il mercato è disposto a riconoscere. Campi che restano incolti. Trattori fermi. Aziende che chiudono in silenzio, senza che nessuno lo scriva sui giornali.
Volete questo? È una domanda senza retorica. Una risposta la pretendiamo.
Presidente Bardi, lei guida una regione con tutto il diritto — e tutta la forza contrattuale — per portare questo tema al tavolo nazionale. Assessore Cicala, lei ha incontrato il Sottosegretario La Pietra, ha parlato di visione e di filiere. Bene.
Ora parli anche di questo: di un agricoltore lucano che per mettere in moto il trattore spende quello che guadagna. E di uno che quel trattore ha già smesso di accenderlo.
Nel 2027 i Lucani faranno i conti.
Con i prezzi, con i campi, con chi li ha rappresentati.
Sarebbe bello arrivare a quella scadenza con qualcosa di concreto in mano — non un’altra strategia di ampio respiro, non un tavolo interministeriale. Un risultato.
Chiediamo che la Regione si faccia promotrice, a livello nazionale, di:
• Un taglio strutturale delle accise — non un’altra misura emergenziale da rinnovare ogni sei mesi. Una soluzione che duri più di un mandato.
• Un gasolio agricolo agevolato accessibile davvero — con procedure semplici e una soglia di prezzo che tenga il passo con i costi reali.
• Una quota dei proventi petroliferi lucani reinvestita qui — se il petrolio è nostro, almeno in parte il vantaggio resti in Basilicata.
• Un fondo di compensazione per le imprese agricole — perché quando il carburante aumenta del 40% in tre anni e i prezzi agricoli restano fermi, il conto lo paga sempre e solo chi sta in campo.
2,30 euro al litro. I campi si svuotano. Il 2027 si avvicina. Oggi si può ancora fare qualcosa”.
































