Ieri si è conclusa la tre giorni dell’edizione 2026 del Rapone Fiaba Festival, evento che ha trasformato il borgo lucano in un luogo di incontro tra cultura, spettacolo e comunità, confermando ancora una volta il valore del progetto “Rapone Paese delle Fiabe – #BasilicataCulladiFiabe” quale modello di rigenerazione culturale e territoriale.
L’edizione di quest’anno ha segnato un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione del Festival, scegliendo come filo conduttore le Fiabe d’Europa e proponendo un viaggio attraverso personaggi, racconti e tradizioni che appartengono al patrimonio culturale del continente, portando in scena autori noti ai lettori del genere, da Andersen ai Fratelli Grimm, che ci hanno fatto compagnia da bambini e che ritroviamo da adulti, riletti attraverso il linguaggio del teatro, della musica, della danza, della rievocazione storica e dell’animazione.
Il Festival si è aperto venerdì 26 giugno con l’incontro inaugurale “Rapone Paese delle Fiabe – #BasilicataCulladiFiabe. Frutti raccolti e semi di futuro”, occasione di confronto sul percorso di rigenerazione culturale e sociale promosso dal Comune di Rapone attraverso il Bando Borghi – Linea B e Linea C.
Moderato dalla giornalista Annamaria Sodano e presieduto dal Sindaco del Comune di Rapone Felicetta Lorenzo, l’incontro ha visto la partecipazione dei partner di progetto e dei numerosi ospiti intervenuti, che hanno condiviso esperienze, risultati raggiunti e prospettive future, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni, professionisti, associazioni e comunità quale elemento fondamentale per costruire nuove opportunità di sviluppo per i piccoli borghi.
Oltre agli addetti ai lavori, ha fatto il suo ingresso sul palco anche la comunità e i partecipanti ai molti laboratori, tra cui quello di sartoria, che hanno potuto durante questi mesi cimentarsi in un antico mestiere che potrebbe offrire loro nuovi sbocchi per il futuro.
Le creazioni realizzate in loco hanno fatto da cornice al palco, abiti principeschi e giacche sartoriali, simbolo di una qualità d’altri tempi.
La serata inaugurale è poi proseguita con “Prometheus”, spettacolo a cura della Compagnia Accademia Creativa che, attraverso il linguaggio del fuoco, della danza e della performance contemporanea, ha acceso simbolicamente la nuova edizione del Festival, regalando al pubblico uno dei momenti più suggestivi dell’intera manifestazione.
Sabato 27 e domenica 28 giugno il borgo ha accolto centinaia di visitatori lungo il Percorso Fiabesco, cuore pulsante del Rapone Fiaba Festival.
Vicoli, piazze e scorci del centro storico si sono trasformati in scenografie naturali per un itinerario capace di intrecciare teatro, musica, narrazione e partecipazione, accompagnando grandi e piccoli alla scoperta delle fiabe europee attraverso personaggi iconici, spettacoli itineranti, living history, laboratori e performance artistiche.
Dal mondo di Mary Poppins, elegante e senza tempo, Alice nel Paese delle Meraviglie, curiosa e sognatrice, Il Mago di Oz, magico e avventuroso, La Sirenotta, dolce e ribelle, Robin Hood, coraggioso e giusto, Merida, libera e determinata, fino alle rievocazioni medievali, agli spettacoli di magia, alla musica e alle animazioni dedicate ai più piccoli, ogni appuntamento ha contribuito a costruire un’esperienza immersiva capace di coinvolgere famiglie, bambini e visitatori provenienti da tutta la Basilicata e dalle regioni limitrofe, frutto della visione artistica e delle scelte curate dalla direttrice artistica Anna Elena Viggiano.
Grande partecipazione anche per il Gran Ballo delle Fiabe, momento conclusivo delle serate che ha riunito artisti e pubblico in un’unica grande festa, richiamando la tradizione dei balli di corte e delle celebrazioni collettive che, nella storia europea, rappresentavano occasioni di condivisione e appartenenza. A chiudere il programma serale hanno contribuito anche gli appuntamenti musicali: il DJ Set “Frank & Drink”, a cura di Degustazioni Shop, e “Canto Minimo”, canzone devozionale lucana a cura di Graziano Accinni.
L’Amministrazione comunale e il Sindaco Felicetta Lorenzo rivolgono un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa edizione del Festival. Ogni presenza, ogni collaborazione e ogni gesto di partecipazione hanno contribuito a rendere il Paese delle Fiabe un luogo vivo, aperto e capace di accogliere.
Le fiabe attraversano il tempo perché parlano un linguaggio universale. Da secoli accompagnano la crescita delle persone, custodiscono la memoria dei popoli e continuano a creare legami tra culture diverse.
Per una piccola comunità del Sud Italia, scegliere di raccontare le Fiabe d’Europa significa riconoscersi parte di un patrimonio culturale comune, costruendo ponti tra territori, tradizioni e generazioni. Significa affermare che anche un piccolo borgo può dialogare con l’Europa attraverso la cultura, facendo della fiaba uno strumento di incontro, educazione e futuro.
Con questa consapevolezza si conclude l’edizione 2026 del Rapone Fiaba Festival: un’altra pagina del Paese delle Fiabe è stata scritta. E il suo racconto continua.


































