Truffa del finto nipote a Montemilone: arrestati due uomini!

Nella notte del 30 giugno, in Caserta, i Carabinieri della Stazione di Montemilone (PZ), con il supporto operativo dell’Arma territorialmente competente, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con dispositivo elettronico di controllo, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Potenza su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di due trentenni di nazionalità egiziana, entrambi gravati da precedenti di polizia.

Al termine delle formalità di rito, i soggetti sono stati ristretti presso i rispettivi domicili in regime di custodia cautelare.

Il provvedimento restrittivo rappresenta il coronamento di una tempestiva e complessa attività d’indagine coordinata da questo Ufficio e sviluppata, con encomiabile dedizione e spiccato intuito professionale, dai militari della Stazione Carabinieri di Montemilone.

I fatti traggono origine dall’odioso episodio delittuoso consumato a Montemilone lo scorso 25 aprile 2026 ai danni di un’anziana donna.

Nella circostanza, i malviventi avevano messo in atto la consolidata e insidiosa tecnica d’inganno del “finto nipote”, inducendo la vittima, attraverso una combinazione di pressioni psicologiche e falsi pretesti emergenziali, a consegnare una consistente somma di denaro e oggetti di valore, prima di dileguarsi e tentare di far perdere le proprie tracce nei territori limitrofi.

Il successo dell’operazione nasce dal costante raccordo tra le direttive investigative impartite da questa Procura e l’efficace proiezione operativa dei Carabinieri sul territorio.

Questo Ufficio, come sempre accade in questi casi, ha impresso una decisa spinta propulsiva alle indagini sin dai momenti immediatamente successivi alla commissione del reato, indirizzando le attività di ricerca e coordinando gli accertamenti interregionali che hanno interessato le province di Potenza, Avellino e Caserta.

Nonostante le cautele adottate dagli indagati per assicurarsi l’anonimato, la certosina attività di ricostruzione dei movimenti e lo sviluppo di mirati riscontri info-investigativi, hanno consentito di ricostruire i movimenti degli odierni indagati incastonandoli in un quadro indiziario delineato da elementi di evidente reità a loro carico.

La solidità degli elementi raccolti dall’Arma territoriale, posti a fondamento della richiesta di questo Ufficio, ha trovato accoglimento nel provvedimento restrittivo del G.I.P. del locale Tribunale, che ha ravvisato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la necessità dell’irrogazione della misura cautelare in ragione della caratura criminale, della spregiudicatezza e dell’insidiosità dell’azione criminosa e della concreta possibilità di reiterazione di analoghe condotte, che colpiscono le fasce più vulnerabili della popolazione.

Si dà atto che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio costituzionale di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo a seguito di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.

Il Procuratore della Repubblica di Potenza e i vertici del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza, rinnovano l’invito ai cittadini affinché, oltre a porre in essere la massima attenzione in simili occasioni, venga segnalata ogni situazione anomala attraverso il Numero Unico di Emergenza 112 o rivolgendosi alle Stazioni Carabinieri capillarmente diffuse sul territorio.