Stellantis: “Chiarezza sul futuro di Melfi: basta con il lavoro a spezzatino”. Le richieste

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della UILM Basilicata:

“È giusto indignarsi per quanto accaduto venerdì nello stabilimento di Melfi.

Si tratta di un episodio grave, che evidenzia ancora una volta una disorganizzazione ormai cronica, figlia di anni di scelte sbagliate che continuano a produrre effetti pesantissimi sull’intero sistema produttivo.

Le conseguenze della gestione Tavares, della delocalizzazione incontrollata di produzioni e materiali e delle tensioni internazionali stanno mettendo in forte difficoltà l’intero sistema Stellantis.

Una situazione che diventa ancora più delicata proprio mentre lo stabilimento di Melfi è impegnato nella fase strategica di avvio della nuova Jeep Compass e nella preparazione della produzione della nuova DS7 e della nuova Lancia Gamma.

Da mesi la UILM Basilicata denuncia questa condizione in ogni tavolo istituzionale e aziendale. Chiediamo con forza un cambio di strategia, una netta discontinuità rispetto al passato e un’accelerazione delle decisioni industriali necessarie a garantire il futuro di Melfi e dell’intero indotto.

Venerdì, davanti ai fatti accaduti, abbiamo immediatamente richiamato l’azienda alle proprie responsabilità, chiedendo un confronto urgente e ottenendo la garanzia che tutti i lavoratori rimasti all’interno dello stabilimento sarebbero stati regolarmente retribuiti.

Quanto accaduto deve rappresentare un punto di svolta. A Stellantis diciamo con forza: basta con il lavoro a spezzatino e con un’organizzazione che continua ad alimentare incertezza per i lavoratori e le loro famiglie.

È arrivato il momento di fare chiarezza sul futuro dello stabilimento di Melfi, dei suoi volumi produttivi e dell’intero indotto. Serve una netta discontinuità rispetto al disastro gestionale dell’era Tavares.

Non bastano annunci: occorrono scelte concrete, una programmazione credibile e un’organizzazione del lavoro stabile, capace di restituire fiducia ai lavoratori, competitività allo stabilimento e prospettive certe all’intera filiera. I lavoratori hanno diritto di poter programmare la propria vita con dignità e certezze.

Purtroppo, nel caos generale, molti lavoratori sono rientrati a casa, mentre altri sono rimasti sospesi tra incertezza e comunicazioni frammentarie, messe ad arte da chi non vuole fare il proprio ruolo fino in fondo.

Per la UILM la differenza è evidente: un conto è denunciare ciò che non funziona, altro è lavorare ogni giorno per risolvere i problemi. Noi scegliamo la seconda strada.

I numeri del settore automotive parlano da soli. La crisi non riguarda soltanto Stellantis. Basta osservare ciò che sta accadendo ai principali costruttori europei per comprendere che siamo di fronte a una fase storica estremamente delicata.

Se davvero vogliamo salvare l’industria automobilistica italiana, è necessario abbandonare slogan e propaganda e costruire una strategia industriale condivisa.

Per questo ci chiediamo: dove erano coloro che oggi gridano allo scandalo quando la UILM combatteva contro le scelte europee che hanno penalizzato il settore automotive? Dove erano quando denunciavamo che il costo dell’energia sarebbe diventato uno dei principali fattori di perdita di competitività?

Dove erano quando, mesi fa, i metalmeccanici lucani presentarono una piattaforma di proposte concrete per il rilancio dell’industria regionale? Abbiamo ricevuto molti apprezzamenti, ma nessun vero tavolo di confronto è stato avviato.

In vista del Tavolo Automotive del 14 luglio ci aspettiamo finalmente una vera discontinuità. È il momento di passare dagli slogan alle decisioni. Il tavolo non può trasformarsi nell’ennesimo appuntamento interlocutorio: servono risposte concrete, tempi certi e un piano capace di restituire prospettive all’automotive italiano.

A Stellantis chiediamo con forza non solo di accelerare il piano industriale e il lancio delle nuove vetture assegnate a Melfi, ma anche di dotarle delle motorizzazioni realmente richieste dal mercato.

Produrre nuovi modelli senza offrire le alimentazioni che cittadini e imprese sono realmente disposti ad acquistare significa compromettere fin dall’inizio il successo commerciale dei veicoli e, di conseguenza, la piena saturazione produttiva dello stabilimento.

Allo stesso tempo è indispensabile intervenire sul mercato.

Da tempo la UILM propone l’introduzione di un leasing sociale, uno strumento strutturale che permetta alle famiglie di sostituire il parco auto più vecchio d’Europa, favorendo l’acquisto di vetture nuove senza ricorrere ai consueti incentivi temporanei, che hanno ormai dimostrato tutti i loro limiti. Una misura capace di sostenere contemporaneamente cittadini, industria e occupazione.

Lo stesso spirito ci ha guidati nella sottoscrizione dell’Area di Crisi Complessa, uno strumento che abbiamo fortemente voluto e che ha consentito di garantire reddito e tutele ai lavoratori nei momenti più difficili. Con lo stesso senso di responsabilità continuiamo ogni giorno a seguire i processi di reindustrializzazione delle aziende in crisi, come PMC, Brose e Mubea, senza inseguire interessi di parte ma difendendo esclusivamente il lavoro e il futuro industriale della Basilicata.

Non dimentichiamo la drammatica condizione dei lavoratori della logistica.

Dagli accordi sottoscritti per favorire il reimpiego dei lavoratori di Logistica Cassino e Assitec in Trigo fino alle difficilissime vertenze di FDM, LGS, LAS e SGL, la UILM è sempre stata presente.

Insieme alla Regione Basilicata abbiamo costruito percorsi di formazione e riqualificazione professionale, nella convinzione che rappresentassero uno strumento concreto per favorire il reinserimento lavorativo.

Purtroppo, quei percorsi non si sono tradotti nell’occupazione che auspicavamo.

È il paradosso di una Basilicata in cui tutti dichiarano di cercare lavoratori, ma quando arriva il momento di trasformare le parole in assunzioni concrete, troppo spesso prevalgono esitazioni e le stesse associazioni datoriali si sottraggono alle proprie responsabilità.

Noi, invece, non arretreremo di un passo. Continueremo a garantire la tutela di questi lavoratori attraverso gli ammortizzatori sociali dell’Area di Crisi Complessa e, allo stesso tempo, continueremo a ricercare ogni possibile opportunità di rilancio industriale e occupazionale, perché nessun lavoratore deve essere lasciato solo e nessuna vertenza può essere considerata conclusa finché non si sarà costruita una prospettiva di lavoro stabile e dignitoso.

Oggi non è il tempo delle polemiche sterili né delle passerelle mediatiche. È il tempo della responsabilità.

L’automotive lucano e italiano sta vivendo una delle crisi più difficili della sua storia. Servono investimenti, una vera politica industriale, energia a costi competitivi, una revisione delle politiche europee che hanno penalizzato il settore, nuove strategie commerciali e una visione capace di riportare l’Italia al centro della produzione automobilistica europea.

La UILM Basilicata continuerà, come ha sempre fatto, a denunciare ciò che non funziona, ma soprattutto a lavorare ogni giorno nei tavoli istituzionali, al Ministero, con la Regione e nelle aziende per costruire soluzioni concrete.

Perché il futuro dell’industria non si difende con le polemiche, con gli slogan o con la ricerca di visibilità. Si difende con il lavoro, con le idee, con il confronto e con il coraggio di assumersi responsabilità.

È questo il metodo della UILM.

È questo l’impegno che continueremo a portare avanti per i lavoratori, per Melfi e per tutta la Basilicata”.