“Il riparto del Fondo sanitario nazionale deve rispondere a un principio fondamentale di equità: garantire a tutti i cittadini lo stesso diritto alla salute, indipendentemente dalla regione in cui vivono.
Non possiamo continuare ad applicare criteri che non tengono adeguatamente conto delle specificità demografiche, sociali e territoriali e che finiscono per penalizzare realtà come la Basilicata”.
È quanto dichiara l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, intervenendo nel confronto sui criteri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale 2026 e richiamando l’iniziativa promossa dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, alla quale aderiscono al momento dieci Regioni, tra cui la Basilicata.
La proposta, di cui Marsilio si è fatto promotore, prevede l’introduzione di una Quota di Riequilibrio Strutturale pari all’1,5 per cento del Fondo indistinto, da distribuire secondo cinque parametri: invecchiamento della popolazione, presenza di aree interne, declino demografico, bassa densità abitativa e condizioni di deprivazione economica e sociale.
Sottolinea Latronico:
“La Basilicata presenta caratteristiche che incidono direttamente sui costi e sull’organizzazione dei servizi sanitari.
Il 78 per cento della nostra popolazione vive in aree classificate interne.
A questo si aggiungono il progressivo invecchiamento, lo spopolamento e la necessità di assicurare servizi di prossimità anche nei territori più piccoli e difficilmente raggiungibili.
Sono condizioni oggettive che devono trovare un adeguato riconoscimento nei meccanismi di finanziamento.
Non chiediamo trattamenti di favore, ma regole capaci di riconoscere le differenze tra i territori e di garantire pari opportunità di accesso alle cure. La sostenibilità del sistema sanitario non può essere valutata soltanto attraverso parametri quantitativi, ma deve considerare anche i bisogni effettivi delle comunità.
L’iniziativa promossa dal presidente Marsilio, alla quale la Basilicata ha aderito, pone al centro del confronto una questione concreta: riconoscere i maggiori costi che alcuni territori devono sostenere per assicurare servizi sanitari accessibili a tutti.
Siamo disponibili a individuare soluzioni condivise, anche attraverso l’utilizzo di risorse aggiuntive, senza penalizzare altre Regioni.
L’obiettivo non è alimentare contrapposizioni territoriali, ma rafforzare la coesione del Servizio sanitario nazionale, perché il diritto alla salute deve avere lo stesso valore in ogni parte del Paese”.

































