“In riferimento all’incontro promosso dall’Osservatorio regionale sulla legalità sul tema del gioco d’azzardo, riteniamo necessario evidenziare una criticità che rischia di compromettere l’efficacia stessa del percorso di approfondimento avviato: l’assenza, al tavolo tecnico, delle associazioni che da anni operano in Basilicata nella prevenzione, nella sensibilizzazione e nel contrasto al gioco d’azzardo patologico (GAP)”.
Così scrive la Dott.ssa Roberta Santopietro, Presidente ATS Famiglie Fuori Gioco che aggiunge:
“Noi di Ats Famiglie Fuori Gioco condividiamo pienamente la necessità di affrontare un fenomeno che presenta importanti ricadute sociali, sanitarie ed economiche e che può intrecciarsi con dinamiche di illegalità e criminalità organizzata.
Riconosciamo, inoltre, il valore del confronto tra istituzioni, forze dell’ordine e servizi sanitari.
Tuttavia, riteniamo che un’analisi realmente approfondita del fenomeno non possa prescindere dal contributo di chi, quotidianamente, è a contatto con le persone e le famiglie che vivono le conseguenze della dipendenza dal gioco d’azzardo.
Escludere queste realtà dal confronto rappresenta un’occasione persa.
L’associazione impegnata sul territorio ha maturato negli anni competenze, esperienze e conoscenze dirette che costituiscono un patrimonio prezioso per comprendere la reale diffusione del fenomeno, intercettare le situazioni di fragilità e individuare le risposte più efficaci.
Famiglie Fuori Gioco non si limita alla testimonianza delle esperienze individuali, ma può arricchire l’analisi attraverso dati raccolti sul campo, nelle scuole e nell’università, osservazioni sulle trasformazioni delle abitudini di gioco, informazioni sui bisogni delle persone coinvolte e delle loro famiglie, nonché elementi utili a comprendere le criticità dei percorsi di prevenzione e presa in carico.
In un contesto nel quale il gioco online amplia le possibilità di accesso e rende più difficile intercettare tempestivamente i comportamenti a rischio, è fondamentale mettere in rete tutte le competenze disponibili, senza lasciare ai margini chi da anni contribuisce concretamente al contrasto del GAP.
Accanto alla questione del mancato coinvolgimento delle associazioni, emerge un altro aspetto che merita attenzione: la previsione contenuta nella legge regionale sul gioco d’azzardo patologico relativa all’istituzione di un Osservatorio permanente sul GAP non risulta ancora tradotta in un organismo pienamente operativo.
Si tratta di una questione tutt’altro che secondaria.
La presenza di un osservatorio permanente consentirebbe di superare la logica degli incontri occasionali, garantendo continuità nell’analisi dei dati, monitoraggio dell’evoluzione del fenomeno, confronto strutturato tra i soggetti coinvolti e verifica dell’efficacia delle politiche adottate.
Un organismo stabile dovrebbe poter contare sul contributo di tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano del problema: istituzioni regionali e locali, servizi sanitari, forze dell’ordine, enti del terzo settore e associazioni impegnate nella prevenzione e nel sostegno alle persone con problemi legati al gioco d’azzardo.
È legittimo, dunque, chiedersi perché una previsione normativa finalizzata a garantire un monitoraggio continuativo non abbia ancora trovato piena attuazione e quali siano i tempi previsti per renderla operativa.
Non basta riconoscere la gravità del fenomeno: occorre dotarsi degli strumenti necessari per conoscerlo, prevenirlo e contrastarlo in modo sistematico.
La lotta al gioco d’azzardo patologico non può essere affrontata esclusivamente attraverso i controlli e il contrasto alle attività illegali, per quanto indispensabili.
È necessario investire anche nella prevenzione, nell’informazione, nella sensibilizzazione, nell’individuazione precoce dei comportamenti a rischio e nel sostegno alle persone coinvolte e ai loro familiari.
Per queste ragioni, chiediamo che le associazioni attive in Basilicata nella prevenzione e nel contrasto al gioco d’azzardo patologico siano coinvolte nei successivi momenti di approfondimento promossi dall’Osservatorio regionale sulla legalità e che venga avviato un percorso concreto per dare attuazione alla previsione dell’Osservatorio permanente sul GAP contenuta nella legge regionale.
La Basilicata ha bisogno di un sistema di prevenzione e contrasto al GAP strutturato, partecipato e fondato sulla conoscenza concreta del fenomeno.
Le competenze presenti sul territorio sono una risorsa da valorizzare, non una voce da dimenticare”.

































