Da Rionero a Parigi: Diego al Louvre! Complimenti

Dalla Basilicata a Parigi, la ricerca artistica di Diego Monticelli Caputo approda al Carrousel du Louvre.

Il ventenne lucano partecipa ad Art Shopping Paris 2026 con un’opera della serie fotografica Domus, un progetto che esplora il significato della casa come luogo degli affetti, delle origini e dell’appartenenza.

Regista e artista, Monticelli Caputo è attualmente studente dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, dopo aver frequentato il Liceo Artistico “M. Festa Campanile” di Melfi, dove ha maturato le prime esperienze nel campo fotografico e audiovisivo.

Nel 2024 ha ricevuto un riconoscimento per la padronanza del linguaggio fotografico al concorso “Riscatto”, con l’opera La più grande conquista.

Il suo percorso comprende esperienze che spaziano dalla fotografia al cinema, dalla realizzazione di cortometraggi e documentari alla comunicazione visiva.

Nel 2024 ha partecipato al Venusia Special Festival con il cortometraggio Amore in rel-azione e ha contribuito alla realizzazione del documentario Il principio e la fine, dedicato alla riqualificazione dei cippi Buozzi e Matteotti in via Gabriele D’Annunzio.

Nel 2025 ha preso parte alla realizzazione del cortometraggio Se fosse tuo figlio, presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles e premiato come Miglior Cortometraggio Italiano al SBIFest Film Festival in Portogallo.

Nello stesso anno ha collaborato al cortometraggio A parer vostro, partecipato all’iniziativa SCHERMI Sguardi Critici tra cinema, TV e digitale e contribuito alla creazione dell’identità visiva della venticinquesima edizione del Mediashow di Melfi.

Nel 2026 ha proseguito la propria formazione partecipando al laboratorio online Ecosystem of Immersive Production, promosso dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Scuola Nazionale di Cinema, e all’International Cinema Screenwriting Lab, con professionisti del settore come James V. Hart, Christopher Vogler, Claire Dobbin, Stefano Reali, Selene Favuzzi e Umberto Mentana. Ha inoltre preso parte al progetto cinematografico Diary of a Bandit, diretto da Henry Worsley, lavorando come assistente di produzione sul set nell’area regia e partecipando anche come comparsa.

“Domus”, la casa come luogo della memoria

Al centro del progetto c’è Rionero in Vulture, la terra in cui l’artista è cresciuto e alla quale riconduce il significato più profondo della parola casa.

Attraverso oggetti e dettagli quotidiani, Domus trasforma elementi familiari in simboli di protezione, ricordi e tradizioni. La casa diventa così uno spazio interiore che continua ad accompagnare chi si allontana, mantenendo vivo il legame con le proprie origini. Non soltanto un luogo fisico, ma una dimensione affettiva che contribuisce a definire l’identità personale.

“ἀμυγδάλη”, il guscio come simbolo delle radici

L’opera esposta a Parigi appartiene al macrogruppo ἀμυγδάλη (amygdálē) e raffigura un guscio di mandorla privo del suo contenuto.

Un’immagine essenziale che richiama la casa come luogo di protezione e custodia della memoria. Anche senza il frutto, il guscio conserva la traccia di ciò che ha contenuto. Allo stesso modo, una casa continua a vivere nei ricordi, nei sapori dell’infanzia, nei gesti familiari e nelle tradizioni tramandate nel tempo.

Attraverso questa metafora, Diego Monticelli Caputo racconta la capacità delle radici di resistere alla distanza e ai cambiamenti.

La partecipazione ad Art Shopping Paris 2026 rappresenta una nuova tappa per il giovane artista lucano, che porta in un contesto internazionale una ricerca personale capace di parlare a un pubblico più ampio.

L’opera sarà esposta dal 23 al 25 ottobre 2026 al Carrousel du Louvre, al 99 di Rue de Rivoli, a Parigi.

Un’occasione per raccontare la Basilicata attraverso l’arte e ricordare che la casa non è soltanto il luogo da cui si parte, ma ciò che continua ad abitare dentro di noi.