RIONERO HA DEDICATO A NINO CALICE QUESTO LUOGO DI PALAZZO FORTUNATO. LE FOTO

Definire e raccontare la figura di Nino Calice è un’operazione complessa.

Complessa per il suo alto profilo culturale, in cui politica e conoscenza, sensibilità sociale e di riscatto, confluiscono in un unico sistema di pensiero che fanno di Nino Calice una delle personalità intellettuali più affascinanti del ‘900.

Chi non conosce Nino Calice può affidarsi ai testi, alla conoscenza bibliografica.

Oppure alle testimonianze, dirette e indirette.

Ieri sera a Palazzo Fortunato l’amministrazione comunale di Rionero gli ha dedicato lo spazio delle scuderie.

Dopo la scoperta della targa, a cui ha presenziato la moglie di Nino, Maria Carmela Calice, c’è stato un momento di riflessione con diversi ospiti, tra cui il sindaco di Rionero, Luigi Di Toro, la presidente del consiglio comunale, l’onorevole Antonio Placido, il professore Franco Sabia, Costantino Conte, Angelo Nardozza.

Presenti inoltre la vicesindaca Maria Pinto, l’onorevole Roberto Speranza, il senatore Giovanni Barozzino.

Nella sua introduzione, il sindaco Di Toro ha ricordato:

“Un uomo che ha sempre dato il meglio di sé. Una guida, un maestro, un patrimonio di studi culturali, punto di riferimento per le lotte lucane. Abbiamo deciso di dedicargli le scuderie di Palazzo Fortunato perché come Giustino anche Nino fu estremamente partecipe della questione meridionale”.

Docente di storia e filosofia, sindaco della città di Rionero nel 1976 ed eletto al primo Consiglio Regionale della Basilicata nel 1970, Nino Calice ha partecipato alla stesura dello Statuto Regionale. Nel 1976 viene eletto deputato della Repubblica Italiana nelle file del PCI, partito per il quale è responsabile della Commissione Bilancio del Senato, Vicepresidente nella Commissione speciale per il terremoto del 1980 e rappresentante al Consiglio Europeo di Strasburgo. Nel 1979 è eletto senatore per due legislature.

In Basilicata ha fondato il Centro Studi “Giustino Fortunato” di Rionero ed il “Centro Annali per una Storia Sociale della Basilicata” che, sotto la sua guida, ha svolto una costante attività di ricerca contribuendo notevolmente alla costituzione della identità regionale. Fondatore di una propria casa editrice (Calice Editori) ha istituito il Premio saggistico “Giustino Fortunato”.

Un omaggio alla sua memoria per esprimere la gratitudine sincera per ciò che ha fatto ed ha lasciato. Un doveroso riconoscimento alla personalità lungimirante sia per la qualità dei rapporti dei quali era capace e sia per l’instancabile ed autorevole impegno storico, politico, intellettuale nonché per una concezione generosa ma rigorosa della vita. Un modello di riferimento per i giovani, cui spetta il rilancio della politica, affinché prendano esempio dalla lezione di Nino Calice.

Significativo e vivo è il suo ricordo nella Città a cui nel 1995 ha testimoniato il forte legame pubblicando “Rionero, Storie sparse e disperse” in cui si tratteggiano i caratteri originari di una comunità attraverso racconti di storie minime ma tipiche.  Scrive nell’introduzione:

“I capitoli del libro appartengono a circostanze e tempi diversi…. A me è sembrato tuttavia di poterli mettere insieme, perché ispirati dalla identica ricerca dei caratteri originari dei rioneresi, dei caratteri di una comunità non toccati dai rumori di fondo e dalle scosse della storia. Personaggi, date, fatti, sono rigorosamente veri: la casualità appartiene a quel tanto di invenzione che mi è servita per dare forma di racconto a queste storie patrie e per cercare di dare vita a protagonisti tipici di una storia minore. Per capire da dove veniamo e come siamo giunti ad essere ciò che siamo, occorre congetturare non solo intorno alla Politica e alle Istituzioni, ma immaginare modi di vivere, mentalità, valori, individuali e sociali. Così, il passato non rimane vuoto, deserto, e, forse, ha qualcosa da dirci”.

Di seguito le foto scattate ieri sera alla cerimonia.