Riceviamo e pubblichiamo una nota di Alessia Araneo (Consigliera regionale – capogruppo Movimento 5 Stelle Basilicata:
“La richiesta di proroga fino al 31 dicembre 2027 per il Punto Nascita dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Melfi, avanzata dalla Giunta regionale al Ministero della Salute e motivata dai disagi sui cantieri della Statale 658 “Potenza-Melfi”, rappresenta solo una misura tampone che evidenzia la precarietà in cui il reparto è costretto a operare.
Una proroga a termine, infatti, per quanto fondamentale nell’immediato, se non accompagnata da scelte politiche precise e da reali investimenti strutturali, rischia di tradursi in uno sterile rinvio temporale o, peggio, in un inutile sgravio di coscienza. Se non si punta davvero sulla ripartenza del punto nascita del Vulture, se non si investe realmente su quel territorio, “domani” ci si limiterà ad accertare l’inevitabile.
Il Punto Nascita di Melfi si ritrova ad essere, infatti, l’unico di tutta la Basilicata su cui non si è deciso di scommettere con un piano di assunzioni mirato e sul quale, da troppo tempo, non viene nemmeno bandito un avviso pubblico per l’assegnazione del ruolo di Direttore di Struttura Complessa.
Come pensiamo di garantire il futuro di un servizio essenziale, se manca persino la figura apicale del primario?
Senza una guida medica titolare, senza un potenziamento concreto di ginecologhe e ginecologi, ostetriche, anestesisti e infermieri dedicati, il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Melfi è destinato a subire un lento e progressivo spegnimento, finendo per essere condannato dai numeri.
Per usare una metafora, l’impressione è che il centrodestra regionale, sul punto nascita di Melfi, anziché introdurre nuove batterie, si limiti ad attendere che si esauriscano quelle presenti per poi dichiarare l’inevitabilità della chiusura.
Per fare chiarezza su questa intollerabile disparità di trattamento, ho presentato un’interrogazione consiliare rivolta al Presidente Bardi e all’Assessore Latronico.
Vogliamo sapere quali garanzie formali e interlocuzioni siano intercorse tra la Regione, il Comitato LEA e il Ministero della Salute in merito alla proroga al 31 dicembre 2027 per il Punto Nascita di Melfi; con quali risorse e atti formali la Giunta intenda attuare quel piano di salvaguardia, monitoraggio e potenziamento richiamato a supporto dell’istanza;
da quanto tempo, esattamente, la Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia risulta priva di un Primario titolare e quali sarebbero le ragioni ostative che avrebbero impedito sinora l’indizione e l’espletamento dell’avviso pubblico per la copertura del suddetto ruolo apicale, a fronte di una situazione che penalizzerebbe il presidio melfitano rispetto alle altre realtà sanitarie territoriali della Basilicata.
Senza risposte chiare e puntuali, nessuna discussione politica potrà dirsi responsabile e rispettosa verso un territorio, quello del Vulture, già provato e a cui la presente Giunta sembra riservare un’attenzione marginale”.

































