Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Consigliere regionale, Piero Marrese:
“La decisione di sostituire, a partire dal prossimo 13 settembre, gran parte dei collegamenti ferroviari sulla tratta Potenza–Taranto oggi effettuati con i treni elettrici Pop con convogli diesel rappresenta una scelta che desta forti perplessità e che richiede spiegazioni chiare da parte della Giunta regionale.
Negli ultimi anni cittadini, pendolari e lavoratori hanno sopportato ritardi, interruzioni e numerosi disagi con la promessa che tali sacrifici fossero funzionali al miglioramento del servizio e al rinnovamento del sistema ferroviario lucano.
Oggi, però, assistiamo a una decisione che appare in evidente contraddizione con gli obiettivi di modernizzazione più volte annunciati dall’amministrazione regionale.
È difficile comprendere perché, su una linea elettrificata, si scelga di ridurre l’impiego di convogli moderni e a minore impatto ambientale per ricorrere a carburante diesel.
Una scelta che pone interrogativi sia sul piano dell’efficienza del servizio sia su quello della sostenibilità ambientale, in un momento storico in cui tutte le politiche europee e nazionali puntano nella direzione opposta e visti i costi esorbitanti del diesel.
In attesa dell’annunciata riattivazione del “Treno della Magna Grecia”, che torna dopo un lungo stop, registriamo un depotenziamento e un passo indietro strutturale che riguarda i vettori sulla importante dorsale Potenza-Taranto.
La Basilicata continua a pagare un prezzo altissimo in termini di isolamento e arretratezza infrastrutturale.
Se davvero si vuole investire sulla mobilità ferroviaria per i pendolari lucani e i turisti si riveda questa scelta e si utilizzino treni moderni ed efficienti.
Ma, come se non bastasse, c’è un’ulteriore questione che merita chiarezza.
Nonostante la riapertura della tratta Potenza–Melfi, l’offerta commerciale continuerà a essere effettuata con bus sostitutivi ben oltre quella che dovrebbe essere la quota fisiologica prevista dall’ allegato 1b del contratto di servizio stipulato tra Trenitalia e la Regione Basilicata.
Una situazione che pone interrogativi sul rispetto delle disposizioni che regolano il ricorso ai servizi sostitutivi e integrativi e, in particolare, sull’applicazione dell’articolo 5, comma 7, del Contratto di Servizio, che riconduce il ricorso ai servizi sostitutivi a fattispecie di carattere temporaneo, legate a esigenze quali la manutenzione straordinaria o particolari picchi di domanda.
Non si può correre il rischio che ciò che nasce come soluzione emergenziale diventi una modalità ordinaria di esercizio del servizio ferroviario.
Il riferimento normativo al D.L. 179/2012, convertito dalla legge 221/2012, impone inoltre di tenere conto dei principi di efficienza, concorrenza e corretta organizzazione dei servizi di trasporto.
La domanda che poniamo all’assessore Pepe è, quindi, molto semplice: per quale motivo, una volta ripristinata la circolazione ferroviaria sulla Potenza–Melfi, una parte dell’offerta commerciale continua a essere garantita attraverso autobus sostitutivi?“.

































