È arrivata la bollinatura del decreto legge sicurezza da parte della Ragioneria generale dello Stato.
Lo si apprende da fonti di governo.
Il provvedimento, come ricorda la reppublica, era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio.
Nei giorni scorsi era emersa la necessità di valutazioni sulla copertura di alcune misure, come quelle sugli aumenti degli organici delle forze di polizia.
Ecco le misure contenute nel decreto sicurezza approvato dal consiglio dei ministri.
Possesso di armi, strumenti adatti ad offendere, petardi, utilizzo di caschi o altro che renda difficile il riconoscimento.
E ancora rilevanti precedenti penali o segnalazioni per reati violenti commessi negli ultimi cinque anni in occasione di manifestazioni pubbliche.
Sono questi i criteri in base ai quali le forze dell’ordine, nel corso di servizi di prevenzione in occasione di cortei e manifestazioni pubbliche, potranno accompagnare in caserma e trattenere per non più di 12 ore persone per le quali ci sia un «fondato motivo di rischio che mettano in atto condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione».
Il fermo sarà comunicato al pm che potrà ordinare il rilascio in mancanza delle condizioni richieste.
Quando «appare evidente che un reato è stato commesso in presenza di una causa di giustificazione», gli appartenenti alle forze di polizia ma anche i normali cittadini non dovranno essere più iscritti nel registro degli indagati ma in un registro separato.
A valutare la causa di giustificabilità sarà sempre il pm.
La persona iscritta in questo registro non sarà più tecnicamente indagata ma potrà partecipare, con un avvocato o un consulente, a eventuali attività di indagine.
Il fascicolo andrà verso la naturale archiviazione in un periodo compreso fra i 30 e i 120 giorni a seconda della complessità degli atti di indagine da compiere.
Sono cause di giustificazione la legittima difesa o l’esercizio della professione per i medici e l’uso delle armi in servizio per le forze dell’ordine.
Chi viene sorpreso con un coltello o una lama lunga almeno otto centimetri rischia la detenzione fino a tre anni e una serie di sanzioni amministrative come la sospensione della patente e multe fino a mille euro per i genitori nel caso in cui ad essere in possesso del coltello sia un minorenne.
E ai minori è vietato vendere, anche su piattaforme web, lame e qualsiasi altro strumento da punta e taglio.
Gli esercenti rischiano sanzioni fino a 12.000 euro e la revoca della licenza.
Ai minori stranieri trovati in possesso di lame può essere revocato il permesso di soggiorno.
Scende da 14 a 12 anni l’età in cui un ragazzo può ricevere l’ammonimento del questore per reati come risse, lesioni, minacce ma anche atti persecutori e cyberbullismo.
L’idea è quella di istituirle in modo permanente nelle aree in cui vengono abitualmente commessi reati, a cominciare dalle stazioni. Le zone rosse, fino ad ora decise in via straordinaria ed eccezionale, vengono di fatto stabilizzate.
Da queste aree, su disposizione dei prefetti, potranno essere allontanati coloro che tengono comportamenti minacciosi o molesti o anche persone che negli ultimi cinque anni siano state denunciate per stupefacenti, porto illegittimo di armi, delitti non colposi contro le persone o il patrimonio.
L’ordine di allontanamento è previsto anche per chi è in stato di ubriachezza, parcheggiatori e commercianti abusivi. Previsto l’arresto in flagranza differita per il reato di danneggiamento in manifestazioni pubbliche.
Non fermarsi all’alt delle forze dell’ordine o sfuggire ad un posto di blocco diventa reato.
E la condanna prevista è molto alta. Rischia da sei mesi a cinque anni chi «si dà alla fuga con modalità pericolose per la pubblica e privata incolumità».
Anche nei casi di fuga all’alt della polizia è previsto l’arresto in flagranza differita oltre a sospensione della patente e confisca del veicolo.
Potenziato il cosiddetto Daspo urbano che viene esteso anche nei confronti di chi è stato denunciato e condannato, anche con sentenza non definitiva, nei cinque anni precedenti, per reati che prevedono l’arresto obbligatorio in flagranza commessi in manifestazioni pubbliche, dall’attentato alle lesioni agli agenti.
Diventa una precisa fattispecie di reato con pene più che raddoppiate, da 10 a 25 anni, la rapina messa a segno da gruppi organizzati ai danni di portavalori, uffici postali, istituti di credito, bancomat con tecniche che esulano da quelle dei semplici rapinatori.
E dunque la norma prevede pene maggiorate per i gruppi criminali che mettono a segno questo tipo di assalti con esplosivi, armi, sostanze chimiche o batteriologiche.
La norma, pensata per rispondere ai ripetuti assalti verificatisi negli ultimi mesi, prevede anche un consistente sconto di pena, fino ad un terzo, per i componenti delle bande che decidessero di dissociarsi e dare un contributo per la cattura dei loro complici.

































