A Rionero gli adulti salgono sul palco per imparare ad ascoltare i figli: ecco il progetto speciale dell’Istituto comprensivo Ex Circolo Didattico

In una ideale ricetta pensata per realizzare una “pietanza” formativa eccellente da condividere con l’intera comunità di una realtà scolastica se ci metti l’entusiasmo di docenti appassionati, la lungimiranza di una dirigente visionaria e la caparbietà di una maestra che ha vissuto la scuola non solo come professione, ma come un’autentica missione culturale e pedagogica lasciando dietro di sé una ricca eredità di innovazione, studio e dedizione che hanno segnato profondamente la didattica del territorio ecco che il risultato non può che essere straordinario e unico.

Lo scorso 23 Maggio presso l’Auditorium del centro sociale di Rionero è andato in scena il capitolo finale di un percorso formativo iniziato tre anni fa e che ha coinvolto molte insegnanti delle Scuole dell’Infanzia e Primaria dell’I.C. Ex Circolo Didattico di Rionero, guidato dalla Dirigente scolastica prof.ssa Tania Lacriola.

Tale percorso è stato accompagnato dalla formatrice Antonietta D’Annucci la quale nella sua esperienza professionale ha sempre rifiutato la routine e si è aperta sempre verso la sperimentazione.

La conferma di questo approccio è arrivata con la vincita di una borsa di studio promossa dall’Istituto Regionale di Ricerca Educativa (IRRE) della Basilicata.

Grazie a questo riconoscimento, ella ha potuto approfondire e applicare la metodologia della ricerca-azione, un approccio che trasforma la classe in un laboratorio vivo, dove l’insegnante non si limita a trasmettere nozioni, ma osserva, sperimenta, valuta e modella l’insegnamento in base ai reali bisogni educativi e formativi che ha di fronte.

Da sperimentatrice sul campo a guida per gli altri, il passo è stato naturale.

Forte delle sue competenze, ha coordinato e diretto numerosi corsi di formazione per docenti, si è dedicata alla divulgazione scientifica e didattica scrivendo contributi editoriali per riviste nazionali del settore educativo, diventando un punto di riferimento metodologico a livello regionale e nazionale.

Il suo contributo si è concentrato in particolare sulla Didattica della Lingua Italiana.

Ha promosso metodologie innovative per l’apprendimento della letto-scrittura e delle strutture linguistiche, rendendo la grammatica e la sintassi strumenti di espressione viva e consapevole per i bambini.

Un altro tratto distintivo del suo operato è stata la capacità di coniugare la parola con l’universo visivo.

Anticipando i moderni approcci della visual literacy, si è infatti dedicata con passione alla lettura delle immagini e delle opere d’arte.

Ha insegnato ai suoi alunni (e ai colleghi in formazione) a “leggere” un quadro, un’illustrazione o un monumento non come semplici elementi decorativi, ma come testi ricchi di storie, educando gli occhi dei più piccoli alla bellezza e alla complessità del mondo.

Durante l’anno scolastico che sta per concludersi la maestra D’Annucci ha condotto gli insegnanti nel metodo del Frame Cognitivo per la scrittura, uno strumento formidabile per “smontare” un concetto e renderlo immediatamente comprensibile, un approccio didattico innovativo, che ha coinvolto particolarmente le classi seconde della Scuola Primaria di Rionero, con un percorso di attività laboratoriali in cui appunto insegnanti e alunni si sono sperimentati.

Il metodo si focalizza su una parola-concetto centrale, da cui si dipanano quattro domande guida, le cui risposte rappresentano le informazioni utili alla strutturazione di un testo ben scritto.

Questo approccio impedisce alla scrittura di diventare vaga, imponendole di definire l’identità, la struttura, le funzioni e le relazioni di quel concetto.

Alla fine del percorso formativo si è pensato di fare entrare la maestra D’Annucci nelle classi per monitorare, verificare e valutare i nostri laboratori linguistici, in un’ottica di miglioramento per sfruttare al massimo le sue competenze sul campo e per trarne suggerimenti.

Le insegnanti delle classi seconde hanno colto quest’opportunità con fattiva partecipazione e il metodo del Frame Cognitivo per la scrittura ha sicuramente offerto ai bambini una “cornice”, uno spazio sicuro e strutturato per aiutarli a mettere ordine nei loro pensieri e a liberare le loro parole.

Ne sono usciti fiumi di pensieri, di emozioni, di desideri puri, a volte buffi, altre volte più profondi.

I bambini hanno scritto del loro vissuto, di ciò che provano e sognano e, soprattutto, di come vedono il mondo degli adulti.

Da qui l’idea di uno spettacolo, dal titolo “Mamma, Papà… ci siete?” il quale non ha voluto essere la classica recita in cui i bambini si esibiscono per gli adulti, bensì si sono voluti ribaltare i ruoli dove gli adulti si sono messi in gioco per i propri figli.

Lo spettacolo ha toccato un tema delicato ossia l’equilibrio della comunicazione tra adulto e bambino.

In un mondo che va sempre più veloce, dove gli adulti sono spesso travolti dalle mille cose da fare, i figli chiedono una cosa semplicissima, ma immensa: essere ascoltati.

Non solo sentire le loro parole, ma mettersi alla loro altezza e accogliere il loro mondo.

Da tutto ciò e da molto altro ne consegue che mettendo insieme questi importantissimi ingredienti una Scuola ed una Società in continua evoluzione possono alimentarsi e dispensare benessere di cui si ha un disperato bisogno!