Dopo Parigi e Madrid, Firenze diventerà ufficialmente la prima città italiana a vietare uno degli strumenti più utilizzati della “nuova mobilità”.
Il Tar della Toscana ha respinto la richiesta deall’azienda “Bird Rides Italy” di sospendere la decisione del Comune di Firenze che prevede la fine del servizio di monopattini elettrici in sharing.
Il provvedimento, adottato il 19 febbraio, riguarda la fase urgente del ricorso e consente all’amministrazione di andare avanti con lo stop già fissato per il 1° aprile 2026.
L’azienda, che gestisce il noleggio dei monopattini, aveva chiesto ai giudici di bloccare temporaneamente la delibera approvata dalla giunta comunale lo scorso novembre, sostenendo che la decisione fosse illegittima.
In questo modo, precisa today, avrebbe potuto continuare a operare almeno fino alla sentenza definitiva.
Il Tar, però, ha stabilito che non ci sono le condizioni per intervenire con urgenza, anche perché l’autorizzazione della società era già scaduta a fine novembre 2025.
I giudici hanno quindi respinto la richiesta e condannato Bird a pagare 1.000 euro di spese legali per questa fase del procedimento. La causa, comunque, non è conclusa: il tribunale dovrà ancora esprimersi nel merito.
Il Comune di Firenze ha deciso di eliminare il servizio dopo anni di sperimentazione, citando soprattutto problemi legati alla sicurezza e al mancato rispetto delle regole da parte degli utenti, come l’obbligo del casco e il parcheggio irregolare dei mezzi. Con questa decisione, Firenze diventerà la prima città italiana a vietare completamente il noleggio di monopattini elettrici.
Bird, dal canto suo, ha annunciato che continuerà la battaglia legale, sostenendo che lo stop sia ingiustificato e che il servizio rappresenti una forma di mobilità sostenibile utile per cittadini e lavoratori.
Nel frattempo, però, i monopattini condivisi sono destinati a sparire dalle strade della città.

































