Per milioni di famiglie italiane, l’Assegno unico universale è una vera e propria integrazione del bilancio mensile e aiuta a sostenere le spese per i figli a carico.
L’Inps, si apprende da quifinanza, ha attivato da tempo il rinnovo automatico della prestazione, eliminando la scadenza annuale della domanda.
Resta però un adempimento fondamentale a carico dei beneficiari proprio in questo periodo: l’aggiornamento dell’Isee.
La finestra temporale per mettersi in regola è stretta e le conseguenze per chi dimentica di farlo sono concrete, misurabili in decine di euro in meno ogni mese.
Ecco tutto quello che c’è da sapere per non sbagliare.
Il primo appuntamento è fissato per sabato 28 febbraio 2026.
Entro questa data, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno unico devono presentare una nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere un Isee aggiornato al 2026.
Perché è così importante?
Perché l’importo dipende direttamente dalla situazione economica del nucleo.
L’Inps, per erogare la somma corretta, deve conoscere l’Isee in corso di validità: quello del 2025 è scaduto il 31 dicembre, rendendo indispensabile il rinnovo.
Chi invia la Dsu entro il 28 febbraio vedrà riconosciuto l’importo corretto già dalla mensilità di marzo 2026. Saranno inoltre corrisposti gli arretrati spettanti per i mesi di gennaio e febbraio.
In alcuni casi, se l’aggiornamento viene effettuato a gennaio o febbraio, l’importo rivisto può essere erogato direttamente con la rata di febbraio.
In caso di mancato invio della Dsu aggiornata entro fine febbraio scatta una conseguenza automatica: da marzo l’Inps erogherà l’Assegno unico in versione ridotta, applicando l’importo minimo.
Per il 2026, a seguito della rivalutazione Istat dell’1,4%, la cifra minima è fissata a 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne.
Questo importo spetta anche a chi ha un Isee superiore alla soglia massima, pari a 46.582,71 euro.
Per capire l’impatto concreto basta guardare le cifre. Una famiglia con un Isee sotto i 17.468,51 euro ha diritto all’importo massimo di 203,80 euro per figlio.
Se non lo aggiorna, vedrebbe l’assegno scendere a 58,30 euro, con una perdita di circa 145,50 euro al mese. Anche chi ha un Isee di 25.000 euro (a cui spettano circa 165,90 euro), perderebbe oltre 100 euro al mese, vedendo l’assegno quasi dimezzato.
Con l’importo minimo si perdono anche tutte le maggiorazioni, come quella per i genitori entrambi lavoratori o l’aumento del 50% per i figli con meno di un anno.
Restano invece gli extra fissi, come quello per le madri under 21 (23,30 euro) o per i figli con disabilità grave (110,60 euro), che prescindono dall’Isee.
Il rinnovo dell’Isee è semplice e può essere effettuato in due modi:
- in autonomia online, accedendo al portale dell’Inps con Spid o Cie, compilando e inviando la Dsu precompilata e completando i dati mancanti;
- tramite il Caf, portando con sé i documenti necessari (dichiarazione dei redditi, saldi bancari, contratti d’affitto, ecc.).
La buona notizia è che chi salta la scadenza di febbraio non perde definitivamente le somme spettanti.
La legge prevede una seconda data chiave: il 30 giugno 2026. Presentando la Dsu aggiornata entro questa data, l’Inps ha l’obbligo di riconoscere tutti gli arretrati maturati a partire da marzo.
In pratica si continuerà a ricevere l’importo minimo per qualche mese, ma l’Istituto provvederà poi al conguaglio, restituendo in un’unica soluzione quanto non percepito.
Attenzione, però: il conguaglio non è immediato e l’Inps potrebbe impiegare diverse settimane, se non mesi, per ricalcolare gli importi e metterli in pagamento. Per evitare di ritrovarsi con un assegno ridotto a lungo, è quindi sempre consigliabile rispettare la scadenza di febbraio.

































