Tari 2026, bonus sociale al via con pagamenti di luglio: a chi spetta lo sconto

Con le prime scadenze per pagare la Tari a luglio, come previsto in molti Comuni d’Italia, diventa ufficialmente operativo anche il bonus sociale rifiuti.

L’agevolazione, riconosciuta automaticamente ai nuclei familiari considerati in difficoltà economica, garantisce uno sconto del 25% sulla tassa. Ecco chi può beneficiarne e come funziona.

Il bonus sociale rifiuti, ricorda skytg24, è un’agevolazione economica che riduce l’importo della Tari o della tariffa corrispettiva applicata in alcuni Comuni.

Lo sconto viene riconosciuto una volta all’anno e viene applicato automaticamente agli utenti che rispettano i requisiti previsti.

Le condizioni di accesso sono le stesse già previste per i bonus sociali di luce, gas e acqua.

Possono beneficiare del bonus i nuclei familiari con:

  • Isee non superiore a 9.796 euro se hanno fino a tre figli a carico;
  • Isee non superiore a 20.000 euro se si tratta di famiglie numerose con almeno quattro figli a carico.

Inoltre, è necessario che la Tari su cui applicare lo sconto riguardi un’utenza domestica intestata a uno dei componenti del nucleo familiare indicato nell’Isee.

Non è necessario presentare una domanda specifica per ottenere il bonus.

Basta presentare ogni anno la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per il calcolo dell’Isee.

Se l’attestazione rispetta le soglie previste dalla normativa e l’utenza Tari è ammissibile, lo sconto viene riconosciuto automaticamente attraverso lo scambio di dati tra Inps, SII (il Sistema informativo integrato), Sgate (il Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle tariffe energetiche) e il gestore del servizio rifiuti.

A differenza dei bonus per luce, gas e acqua, il bonus Tari viene riconosciuto nell’anno successivo rispetto a quello in cui è stata presentata la Dsu.

Significa che chi ha presentato una Dsu valida nel 2025 con Isee entro i limiti previsti riceve lo sconto sulla Tari del 2026.

Questo succede perché la tassa sui rifiuti viene normalmente pagata una volta l’anno (mentre le bollette vanno a scadenza mensile, bimestrale o trimestrale) e i gestori ricevono l’elenco definitivo dei beneficiari solo dopo la chiusura della campagna Isee, quindi nel mese di dicembre, chiudendo poi entro il 30 giugno dell’anno seguente la lista dei cittadini a cui applicare lo sconto.

Nel 2026 verrà quindi applicato lo sconto ai nuclei familiari che hanno ottenuto un’attestazione ISEE sottosoglia nel 2025. Per tutti gli altri si va al prossimo anno.

Per fare un esempio, se la Tari annuale è pari a 200 euro, il bonus sarà di 50 euro e verrà sottratto direttamente dall’importo da pagare.

Nella maggior parte dei casi lo sconto compare direttamente nell’avviso di pagamento della Tari emesso dal gestore. Ma può anche succedere che il bonus venga corrisposto con un pagamento diretto al beneficiario, ad esempio tramite bonifico bancario, assegno o altro strumento tracciabile.

Chi presenta la Dsu dopo il 20 dicembre potrebbe ottenere l’attestazione Isee solo a gennaio dell’anno successivo, spiega l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). In questo caso il bonus slitta di un ulteriore anno. Ad esempio, una Dsu presentata il 22 dicembre 2025 con attestazione Isee rilasciata a gennaio 2026 darà diritto allo sconto sulla Tari nel 2027.

Quando un nucleo familiare è intestatario di più utenze Tari, il bonus viene riconosciuto esclusivamente per l’abitazione principale, cioè quella indicata nella Dsu.

Se il beneficiario ha debiti Tari relativi ad anni precedenti, il gestore può utilizzare il bonus per compensare, in tutto o in parte, gli importi non pagati.

Questa possibilità è ammessa però solo se il gestore ha inviato preventivamente un sollecito, dove vanno comunque indicati sia il debito residuo sia l’intenzione di utilizzare il bonus a compensazione.

Per finanziare il bonus sociale rifiuti è stata introdotta la componente perequativa UR3, un contributo a carico di tutti gli utenti della Tari. Dal 2025 questa voce compare negli avvisi di pagamento con un importo pari a 6 euro l’anno e serve a finanziare le agevolazioni riconosciute ai nuclei familiari in condizioni di disagio economico a partire dal 2026.