Basilicata, per gli Ex TIS e RMI mancano pochi giorni alla scadenza del progetto: “600 lavoratori da troppo tempo attendono certezze”. L’appello

Mancano ormai pochi giorni alla scadenza del 31 Luglio, termine dei progetti che riguardano i lavoratori delle ex platee TIS (Tirocini di Inclusione Sociale) e RMI (Reddito Minimo di Inserimento).

Si proceda alla proroga e si lavori ad una soluzione definitiva nel senso indicato nella nostra mozione.”

Lo dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale Antonio Bochicchio, che prosegue:

“Da due settimane ho depositato una mozione urgente per affrontare in maniera strutturale questa vertenza, indicando un percorso concreto per arrivare alla definitiva stabilizzazione dei lavoratori, sulla scorta di quanto hanno già fatto altre Regioni, che hanno saputo utilizzare gli strumenti normativi e le risorse disponibili per superare il precariato storico.

Circa 600 lavoratrici e lavoratori continuano a vivere in una condizione di instabilità occupazionale che si riflette inevitabilmente sulla serenità delle loro famiglie.

Da troppo tempo queste persone attendono certezze, pur avendo garantito negli anni servizi essenziali alle comunità locali, maturando competenze ed esperienze che rappresentano un patrimonio per gli enti del territorio.

Chiediamo inoltre che, già nell’ambito dell’auspicata proroga redistribuite le economie derivanti dalla riduzione della platea dei beneficiari a favore dei lavoratori ancora impegnati nelle attività.

È indispensabile garantire nell’immediato la continuità lavorativa oltre la scadenza del 31 Luglio.

Ci auguriamo che l’eventuale proroga sia davvero l’ultima e rappresenti il ponte verso una soluzione definitiva, non l’ennesimo rinvio di un problema che si trascina da troppo tempo.

Sono certo che l’assessore competente stia lavorando in questa direzione e mi auguro che possa comunicare già nella prossima seduta del Consiglio regionale, prevista per la prossima settimana, o possibilmente anche prima, le iniziative che la Giunta intende assumere per garantire la continuità lavorativa e avviare concretamente il percorso di stabilizzazione.

Questi lavoratori non possono essere tenuti sulle spine né costretti a vivere nell’incertezza sul proprio futuro.”