Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e viaggi che si misurano in battiti cardiaci.
Quello che ha compiuto Amalia Rosucci (atleta di Lavello) appartiene, senza ombra di dubbio, alla seconda categoria. In soli tre giorni, Amalia ha divorato la terra, il fango e la bellezza del Cammino Inglese, unendo Ferrol a Santiago de Compostela in un’impresa che ha il sapore del miracolo sportivo, ma soprattutto di una profonda vittoria interiore.
Centoquindici chilometri in settantadue ore con uno zaino di appena 4 kg.
Una distanza che la maggior parte dei pellegrini affronta in quasi una settimana, diluendo la fatica. Amalia no. Lei ha scelto di stringere i denti, di ascoltare il proprio respiro e di trasformare ogni passo in una promessa.
A un certo punto non cammini più con le gambe, cammini con l’anima.
Dice Amelia:
“C’era solo lei, il sentiero e un traguardo che sentiva dentro. Ogni passo doloroso era un modo per dire che poteva farcela. Arrivare qui, così velocemente, è stato come liberare un respiro trattenuto da tempo”.
Tre giorni di polvere, sudore e silenzi.
Amalia Rosucci non ha solo percorso il Cammino Inglese a tempo di record: lo ha vissuto con un’intensità rara, dimostrando che quando la mente decide, il corpo non può fare altro che seguirla verso l’orizzonte.
Buon Camino.


































