Palazzo San Gervasio, giovane morto all’interno del Centro di permanenza: “serve una verifica approfondita, se non c’è pieno rispetto dei diritti umani va chiuso”. Le parole del Sen. Manca

“La morte del giovane all’interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio è un fatto drammatico che non può lasciarci indifferenti e sul quale è necessario fare piena luce.

Di fronte alla perdita di una vita umana, la prima esigenza è conoscere la verità.

Chiediamo che siano ricostruite con precisione tutte le circostanze che hanno preceduto l’accaduto.

Ma quanto accaduto pone inevitabilmente una questione più generale che non può essere elusa: quali sono oggi le reali condizioni all’interno del CPR di Palazzo San Gervasio e sono pienamente garantiti i diritti fondamentali delle persone che vi sono trattenute?

È necessario che le autorità competenti procedano a una verifica approfondita sul funzionamento della struttura e, in particolare, sulle condizioni di permanenza, sull’assistenza sanitaria e psicologica, sulla prevenzione degli atti autolesionistici, sulle condizioni igienico-sanitarie e sul pieno rispetto della dignità e dei diritti umani.

Questa richiesta assume ancora maggiore rilevanza considerando che non siamo di fronte al primo episodio drammatico verificatosi nella struttura.

A distanza di due anni dalla morte di Oussama Darkauoi, avvenuta nel CPR nell’agosto 2024, una nuova morte impone alle istituzioni di interrogarsi seriamente su ciò che accade all’interno del Centro.

Non intendiamo anticipare conclusioni né attribuire responsabilità prima degli accertamenti.

Chiediamo però verità, trasparenza e controlli rigorosi.

Sappiamo bene che le destre al governo costruiscono troppo spesso la propria narrazione sull’immigrazione alimentando paura e insicurezza per consolidare il consenso.

Ma la gestione dei fenomeni migratori non può mai trasformarsi nella negazione della dignità delle persone.

Se questo modello di gestione dovesse tradursi nella negazione dei diritti umani delle persone trattenute, riteniamo necessario superare definitivamente l’esperienza del CPR di Palazzo San Gervasio e procedere alla sua chiusura.

Su questo punto vogliamo essere chiari: se dalle verifiche dovesse emergere che all’interno della struttura non vengono pienamente garantiti i diritti umani, la salute, l’assistenza e la dignità delle persone, non sarebbe sufficiente intervenire sulle singole criticità.

Occorrerebbe mettere in discussione l’esistenza stessa del Centro.

Non può esistere alcuna ragione amministrativa, politica o di sicurezza che possa giustificare il funzionamento di una struttura nella quale siano negati i diritti fondamentali della persona.

Chi viene trattenuto in un CPR è privato della propria libertà nell’ambito di una procedura amministrativa.

Proprio per questo lo Stato e le istituzioni hanno una responsabilità ancora maggiore nel garantirne la sicurezza, la salute, l’assistenza e la dignità.

La sicurezza e il rispetto delle regole non sono e non possono essere contrapposti al rispetto dei diritti umani.

Una democrazia è forte quando riesce a garantire insieme legalità e umanità, senza utilizzare la paura come strumento politico e senza trasformare le persone più fragili nel bersaglio sul quale costruire consenso.

Il Partito Democratico di Basilicata chiede quindi che si faccia piena luce sulla morte avvenuta la sera del 10 agosto e che venga avviata una verifica complessiva sulle condizioni del CPR di Palazzo San Gervasio e sull’effettiva tutela dei diritti umani delle persone che vi sono trattenute.

Se tutti i diritti e gli standard previsti vengono rispettati, deve essere possibile verificarlo con la massima trasparenza.

Se invece dovessero essere accertate violazioni dei diritti fondamentali, occorrerà avere il coraggio di trarne tutte le conseguenze, fino alla chiusura della struttura.

Perché quando sono in gioco la vita, la libertà e la dignità delle persone non possono esserci zone d’ombra, silenzi o indifferenza”.

Così scrive in un comunicato il Commissario regionale del PD Basilicata, Sen. Daniele Manca.