“Ieri abbiamo presentiamo un’opera che riannoda i fili del nostro patrimonio documentario conservato nell’Archivio Apostolico Vaticano e che si inserisce perfettamente nelle celebrazioni dei 950 anni della nostra Cattedrale”.
Così spiega il sindaco di Melfi Giuseppe Maglione.
Precisa poi il primo cittadino:
“Se il suo Campanile è il punto di riferimento visivo attorno a cui generazioni di Melfitani si sono riconosciute e orientate, queste pergamene rappresentano le nostre fondamenta invisibili.
Entrambi però testimoniano quel legame secolare e indissolubile tra la nostra comunità civile e l’istituzione diocesana, una sinergia che ancora oggi definisce l’anima di Melfi.
Vorrei evidenziare il valore civico di quest’opera e la sua proiezione verso il futuro.
Preservare, studiare e restituire alla comunità questi documenti significa compiere un atto di giustizia verso il nostro passato, e offrire un’opportunità al nostro futuro, ma soprattutto dare una bussola alle nostre nuove generazioni.
Piero Calamandrei, parlando ai giovani del valore della memoria e dell’impegno civile, diceva: “Un paese senza memoria è un paese senza futuro. Le radici sono importanti solo se servono a far crescere i rami.”
Ecco, queste pergamene sono le nostre radici, e i nostri giovani sono i rami che devono estendersi verso il domani.
Desidero esprimere la gratitudine di tutta la Città alla curatrice Donatella Gerardi per la passione e la fermezza con cui ha condotto questo lavoro, a Sua Eccellenza il Vescovo per essere guida vigile e attenta della nostra crescita spirituale e culturale, ai professori Panarelli, Zecchino e D’Andrea, per il loro insostituibile contributo scientifico e per l’autorevolezza con cui continuano a illuminare la storia del nostro territorio e ai soci dell’associazione Terranova, la cui dedizione e il cui supporto sono stati fondamentali per la realizzazione di quest’opera.
Ecco le foto.


































