“Mentre in Italia il credito al consumo è più che triplicato negli ultimi vent’anni, passando da 55 a 177 miliardi di euro, e le famiglie continuano a pagare tassi tra i più elevati d’Europa, in Basilicata questo fenomeno si intreccia con una condizione di persistente incertezza occupazionale che rischia di indebolire ulteriormente il tessuto economico e sociale della regione”.
Lo dichiara il Segretario Generale della Confsal Basilicata, Gerardo de Grazia, che aggiunge:
“I dati ci dicono che gli italiani sono tra i meno indebitati d’Europa in rapporto al reddito disponibile, ma quando ricorrono al credito lo fanno a costi molto più elevati rispetto ad altri Paesi europei.
Per molte famiglie lucane questo significa sostenere spese sempre più gravose in una fase in cui aumentano le preoccupazioni per il lavoro, per il reddito e per il futuro.
Secondo i dati della Banca d’Italia, nella prima metà del 2024 l’indebitamento delle famiglie lucane è aumentato dello 0,9%, trainato soprattutto dal credito al consumo, cresciuto del 3,6%.
Un dato che merita attenzione perché evidenzia una crescente dipendenza dal finanziamento per sostenere consumi e bisogni quotidiani.
Allo stesso tempo, l’economia regionale continua a mostrare segnali di debolezza, la Basilicata risente della frenata del comparto industriale, in particolare dell’automotive, con ripercussioni che si riflettono sull’occupazione, sulle prospettive di crescita e sulla fiducia delle famiglie.
La Basilicata continua infatti a convivere con grandi vertenze industriali che attendono risposte certe.
Penso innanzitutto al comparto automotive, con le prospettive dello stabilimento di Melfi e le ricadute sull’intera filiera della logistica e della componentistica.
Ma penso anche alle situazioni che interessano il settore dei servizi e altre realtà produttive strategiche della regione.
A tutto questo si aggiunge un clima di incertezza che non nasce oggi.
Vi sono vertenze che, pur avendo attraversato diverse fasi negli anni, continuano a lasciare strascichi e preoccupazioni tra i lavoratori e le loro famiglie.
I casi di Stellantis e di Smart Paper rappresentano esempi emblematici di come le difficoltà industriali possano produrre effetti di lungo periodo sul territorio, alimentando insicurezza occupazionale e riducendo la capacità di programmazione delle famiglie.
A queste si aggiungono le preoccupazioni che riguardano altre realtà produttive e occupazionali della regione, dal settore dei servizi alle aziende che negli ultimi anni hanno attraversato fasi di crisi, riorganizzazione o ridimensionamento.
Quando manca la certezza del lavoro, aumentano le difficoltà ad affrontare mutui, prestiti e spese quotidiane. Il rischio è quello di una spirale che vede crescere il ricorso al credito proprio mentre si indeboliscono le prospettive reddituali.
Per questo la Confsal Basilicata ritiene indispensabile un confronto permanente tra Governo, Regione, imprese e parti sociali.
È necessario costruire una strategia industriale che garantisca occupazione stabile, investimenti e prospettive di sviluppo durature.
Non bastano interventi emergenziali o annunci periodici: servono scelte concrete capaci di restituire fiducia ai lavoratori e alle famiglie lucane.
La tenuta sociale della Basilicata passa dalla qualità del lavoro, dalla difesa dell’apparato produttivo e dalla capacità di offrire certezze a chi ogni giorno contribuisce con il proprio impegno alla crescita della nostra regione”.


































