“La discussione di ieri in Quarta Commissione sulla preservazione della fertilità e sul cosiddetto Social Freezing ha chiarito una cosa fondamentale: non stiamo affrontando un tema marginale o tecnico, ma una scelta politica che riguarda il futuro della nostra comunità.
Per noi questa proposta non è soltanto uno strumento di libertà personale, pur essendo innanzitutto questo: la possibilità per una donna di non dover sacrificare il proprio progetto di vita, di studio, di lavoro o di stabilità economica sull’altare di un tempo biologico che non sempre coincide con quello sociale.
Oggi in Basilicata, come nel resto del Paese, molte giovani donne sono biologicamente fertili ma socialmente bloccate: precarietà lavorativa, redditi insufficienti, assenza di servizi adeguati, carichi di cura non condivisi.
Ignorare questo scarto significa ignorare la realtà.
La preservazione preventiva della fertilità, sostenuta con criteri equi e con una dotazione finanziaria sostenibile, non è un capriccio né un privilegio.
È una risposta concreta alle complessità della società contemporanea, nonché un gesto concreto a sostegno della reale e sostanziale possibilità di autodeterminazione delle donne.
Ma c’è di più.
Questa misura va letta anche come una politica demografica innovativa, pionieristica e ambiziosa.
Non possiamo continuare a denunciare il crollo delle nascite senza immaginare strumenti che mettano le donne nelle condizioni di scegliere davvero.
La crisi demografica non si affronta con richiami morali o con incentivi simbolici: si affronta riconoscendo che il tempo della vita reale è cambiato.
Il Social Freezing non impone nulla, non orienta scelte, non sostituisce la maternità naturale.
Offre una possibilità.
Amplia il perimetro della libertà.
E, nel farlo, contribuisce a rafforzare la prospettiva demografica di una Regione che rischia lo spopolamento e l’invecchiamento strutturale.
Noi rivendichiamo con chiarezza questa impostazione: una politica che tenga insieme autodeterminazione delle donne, equità sociale e prospettiva demografica.
Una politica che non si limiti a fotografare i problemi, ma provi a governarli con strumenti nuovi.
La Basilicata può essere tra le prime Regioni a introdurre una misura di questo tipo in modo strutturato e responsabile.
La prima è stata la Regione Puglia!
È una scelta che richiede equilibrio, ma anche ambizione.
Noi questa ambizione la mettiamo in campo.
Così scrivono Alessia Araneo e Viviana Verri, consiglieri regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata.

































