Ospedale San Carlo di Potenza in affanno: altri 11 operatori sanitari positivi, ci vogliono nuove assunzioni

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Fp Cgil e Cisl Fp:

“I dati di questi giorni mostrano un numero in preoccupante crescita di positivi al covid19 in Basilicata che richiedono assistenza ospedaliera.

L’emersione, in unità operative chiave, di numerose positività tra operatori sanitari del comparto e della dirigenza, mette ancor più sotto pressione tutti i presidi sanitari dell’azienda ospedaliera regionale.

È notizia di ieri l’accertamento della positività di 11 professionisti del nosocomio potentino (8 delle sale operatorie, 2 dell’ematologia e 1 della cardiologia) e nei giorni scorsi sono state altre decine i sanitari contagiati, anche nei presidi territoriali, come i 2 casi registrati al pronto soccorso di Lagonegro e i diversi casi emersi tra gli ospedali di Melfi e Villa D’Agri.

Questa situazione, unita ad una carenza di personale sedimentata negli anni, sta portando al collasso il sistema e mettendo a dura prova i lavoratori, stremati da turni di lavoro massacranti, che rendono difficili finanche le sostituzioni degli operatori in sorveglianza sanitaria.

Tra le varie unità operative in sofferenza, i pronto soccorso di Potenza e sul territorio, che hanno difficoltà a fare anche i turni, la Rianimazione, nella quale attualmente sono ricoverati 18 pazienti covid con insufficiente personale infermieristico e oss, le Malattie infettive e la Terapia intensiva.

Gli operatori sono sempre più di sovente utilizzati in una sorta di turni ‘misti’ tra reparti che rendono spuri i percorsi sporco – pulito: gli oss del pronto soccorso, già oberati di lavoro, soprattutto nei turni notturni, eseguono, ad esempio, anche il trasporto di pazienti negativizzati nei reparti; gli infermieri del pronto soccorso, la cui mole di lavoro è nota a tutti, si recano a dare man forte ad altre unità operative.

Crediamo debba essere fatto ogni sforzo per il reperimento immediato e l’assunzione straordinaria di personale a tempo determinato per sostituire gli operatori in malattia e infortunio, scorrendo tutte le graduatorie disponibili, e che si debba procedere col reclutamento a tempo indeterminato di personale attraverso l’utilizzo di tutte le graduatorie esistenti e da nuovi concorsi, anche prevedendo misure straordinarie che riducano i tempi di espletamento e effettiva immissione in servizio, evitando così l’implosione del servizio sanitario regionale sotto l’onda d’urto della pandemia.

Siamo convinti che la proposta di contratti a tempo determinato di più lunga durata e di contratti a tempo indeterminato sia l’unica strada percorribile per riuscire a reperire professionisti, alcuni dei quali rifiutano le chiamate perché già operanti in altre regioni o che si dimettono dalle nostre strutture per assunzioni stabili fuori regione, provando così a supplire alle gravi carenze segnalate.

Ciò anche in deroga ai tetti delle assunzioni.

Non dobbiamo sottovalutare che stiamo, tra l’altro, correndo il rischio concreto di un blocco di attività ritenute non indifferibili al fine di reperire nei vari reparti operatori a supporto dei pronto soccorso e delle varie unità operative direttamente impegnate nella cura del covid.

È indispensabile, infine, oggi più che mai la sicurezza dei lavoratori, che passa da un’estrema attenzione ai percorsi e ai protocolli che debbono essere puntuali e condivisi, alla fornitura costante e in numero sufficiente di dpi che riteniamo debbano avere, in un momento delicato come questo, requisiti di sicurezza anche più elevati rispetto a quelli previsti dai comitati tecnico scientifici, senza tralasciare la necessità imprescindibile di uno screening puntuale e costante dei lavoratori che devono essere sottoposti a tamponi ravvicinati.

Abbiamo l’impellente necessità di contemperare la cura del covid19 a quella delle varie patologie che non hanno lasciato il passo al nuovo virus dilagante, tutelando la salute dei cittadini e la sicurezza degli operatori sanitari, senza i quali nessuna battaglia di salute potrà mai essere vinta”.

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