Il governo interviene, di nuovo, sui prezzi dei carburanti, ma questa volta solo sul gasolio.
Lo sconto scatta dalla mezzanotte di oggi, 27 luglio, e arriva grazie alle accise mobili e a risorse di bilancio.
Per i nuovi interventi, fa sapere today, il governo si riaggiornerà il giorno 4 agosto, quando un nuovo consiglio dei ministri valuterà la situazione, come indicato dallo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto in conferenza stampa.
Ci vorranno circa 125 milioni di euro per scontare le accise sul diesel.
I prezzi verranno dunque ridotti di 17 centesimi fino al prossimo 6 agosto.
Sulle coperture a sostegno della misura Giorgetti ha confermato che non arrivano dall’aumento delle accise sulle sigarette.
“Sono assolutamente contrario all’aumento delle tasse per ridurre il peso delle accise sui carburanti, in particolare sui tabacchi”, aveva detto il leader della Lega, Matteo Salvini, arrivando a palazzo Chigi per partecipare al Cdm.
Il taglio delle accise riguarda soltanto il gasolio.
Per altri provvedimenti si valuterà la prossima settimana. “Oggi il prezzo del Brent è diminuito, si spera che questi effetti si aprezzeranno a giorni alle pompe di benzina”, ha detto Giorgetti. “Come abbiamo fatto in precedenza, monitoreremo giornalmente l’andamento dei prezzi che evolvono in modo assai erratico in base alle situazioni di conflitto più o meno acceso o, auspicabilmente, di tregua o, ancora più auspicabilmente, di pace in Medio Oriente”.
“Ma restano 2 problemi – fa notare l’Unione nazionale consumatori alla vigilia del Consiglio dei ministri -. Il primo è l’importo del taglio. Per logica e proporzione rispetto all’intervento del 19 marzo, serve un nuovo sconto che sia almeno pari a quello fatto da Draghi: 25 cent, 30,5 con Iva al 22.
Questo almeno per il gasolio che così scenderebbe, stando ai prezzi di oggi, a 1,950 euro in autostrada, sempre caro ma stabilmente sotto i due euro.
Per la benzina, invece, potrebbero bastare 15 cent, così da stare sotto 1,9 euro in autostrada con un certo margine di sicurezza” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unc.
“Il secondo problema è che il Governo ha perso troppo tempo, lasciando lievitare i prezzi dei carburanti all’inverosimile, e questo, al di là dell’aver svuotato le tasche degli automobilisti, inciderà sull’inflazione di luglio, che purtroppo tornerà a salire con nefaste conseguenze sul potere d’acquisto delle famiglie e, conseguentemente, sui consumi” prosegue Dona.
“Per la benzina in autostrada venduta oggi a 2,071, si tratta di un record che non si aveva dal 29 settembre 2023 e, considerando i dati dal 28 febbraio 2026 ad oggi, si è battuto il precedente primato di 2,062 euro del 27 maggio 2026, che era il valore più elevato da quando è scoppiata questa crisi in Medio Oriente.
Per il gasolio a 2,255, si conferma la nostra denuncia dei giorni scorsi: è il prezzo più caro di sempre, un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche iniziate il 1° agosto 2023″ aggiunge Dona.
“Al di là del rincaro avvenuto dal 3 luglio, ultimo giorno di sconto sulle accise, che comunque dimostra una progressione impressionante, visto che per il gasolio un pieno da 50 litri costa oggi 14,35 euro in più in autostrada e 13,85 nella rete stradale, per la benzina siamo, rispettivamente, a 8,85 euro e 8,10, il punto più critico è il livello raggiunto dei prezzi, tutti superiori, sia in autostrada che nelle rete stradale, sia per la benzina che per il gasolio, a quelli del 18 marzo, quando, a partire dal 19, il Governo decise di tagliare le accise di 20 cent.
Il rialzo rispetto a quei prezzi varia da oltre 8 cent per il gasolio a circa 12 cent per la benzina.
Ovvio, quindi, che il taglio di oggi debba essere maggiore dei 20 cent decisi 4 mesi fa” aggiunge Dona.


































