L’artista rionerese Roberta Lioy racconta la forza delle donne al Museum of Modern Art di New York! Complimenti

Ha preso il via ufficialmente il 19 Giugno 2026, l’attesissima esposizione internazionale dell’artista rionerese Roberta Lioy presso il prestigioso MoMA (Museum of Modern Art) di New York City, nell’ambito dell’esclusiva rassegna “VISIONI — Museum Select”.

Una consacrazione straordinaria per la pittrice e ceramista, giunta nel tempio dell’arte contemporanea mondiale al culmine di un percorso rigoroso, fatto di sacrifici, determinazione e assoluta indipendenza intellettuale.

Selezionata dalla celebre galleria e casa d’aste Archivio Storico di Cosenza — con cui ha recentemente intrapreso un fortunato iter espositivo internazionale toccando tappe di rilievo come Dubai —, Roberta Lioy presenta al pubblico globale una selezione di tre opere incentrate sul profondo e potente tema della figura femminile.

“Le mie opere sono una rappresentazione di donne forti, autonome e resilienti, che lottano quotidianamente per affermarsi e raggiungere il proprio successo in ogni ambito della vita.

Portare questa visione al MoMA, partendo dalle mie radici in un piccolo paese e superando ogni barriera, è un’emozione indescrivibile.”

Tra le tele in mostra spicca “Flourishing” (tecnica mista su legno, 90×90 cm), una potente indagine sull’interiorità umana descritta dalla storica e critica d’arte Rossella Accardi (Associazione Culturale Eikon Aisthesis) come un vero e proprio manifesto di metamorfosi emotiva.

L’opera cattura una figura femminile non come soggetto passivo, bensì nell’atto dinamico e leggero della fioritura interiore, dove il bocciolo cromatico diventa simbolo universale di energia vitale e trasformazione.

La cifra stilistica della Lioy si esprime magistralmente attraverso un forte approccio materico: uno sfondo ruvido e poroso in cemento, steso a spatola per simulare una parete urbana di street art, da cui emergono vividi e tridimensionali i dettagli cromatici dei fiori e un orecchino in rilievo realizzato in legno.

Il volto della donna volutamente perde un’identità precisa per dare respiro a un’emozione pura, essenziale e universale, lasciando come unico tratto nitido una bocca definita e muta.