DA MELFI È PARTITA LA RIVOLUZIONE CIVILE E CULTURALE VOLUTA DA FEDERICO II! ECCO LE FOTO DELL’EVENTO AL CASTELLO

Si è tenuto ieri pomeriggio nel cortile del Castello di Melfi il convegnoAlle radici delle libertà. Le Costituzioni Melfitane del 1231“, organizzato dal Comune di Melfi, dal Grande Oriente d’Italia, dal Circolo culturale Tommaso Crudeli.

Diversi gli ospiti che hanno dibattuto sull’importanza delle Costituzioni Melfitane promulgate da Federico II nel 1231 e di quanto esse siano attuali ancora oggi.

Il dibattito è stato moderato da Graziano Cipriani, presidente circolo culturale Tommaso Crudeli.

Il sindaco di Melfi, Livio Valvano, ha introdotto i lavori salutando i presenti:

“Questa è una bella giornata nella quale ci ritroviamo a discutere in questo splendido edificio di un importante personaggio che ha fatto la storia di Melfi. Federico II ha scelto la nostra città come luogo nel quale promulgare l’importante codice di leggi. Allora Melfi può diventare un luogo-simbolo e diventare la sede di una serie di incontri annuali nell’anniversario delle Costituzioni Melfitane. Incontri che non guardano solo al passato ma soprattutto al futuro”.

Luigi Serra, professore emerito di Storia della Letteratura Araba all’Orientale di Napoli, ha rimarcato l’importanza dell’azione federiciana:

“Federico II è stato il punto di partenza del processo di civilizzazione della società. Basti pensare che prima di lui i contadini erano considerati allo stesso livello delle bestie. Non possiamo non sottolineare, inoltre, la sua capacità di saper guardare oltre confine: ha scavato nella cultura araba per costruire un ponte di comunicazione e di contaminazione con l’Occidente.

Ma quello che forse è più sorprendente del codice di leggi è l’intenzione di laicizzare la società e siamo nel 1231, in un momento critico per il potere temporale e spirituale. Oggi possiamo dire che la società sia laica? Io credo di no. Il sogno di Federico è un sogno realizzato a metà.

Melfi potrebbe allora diventare il luogo del riscatto, della sollecitazione. Perché Perché abbiamo fortemente bisogno di una società più laica e più colta”.

E c’è sicuramente connessione tra Federico II e la massoneria, almeno secondo Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia:

“La Libera Muratoria ha in comune con questo grande personaggio della storia l’armonia, la sapienza. Ma anche un destino spesso non facile. Federico II era considerato un eretico, l’Anticristo. La nostra associazione per secoli ha subito persecuzioni, limitazioni, emarginazioni. Ma per fortuna il nostro credo è stato preservato”.

Ha concluso i lavori il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini:

“Spesso i difensori della libertà sono stati considerati dei folli. Proprio come Federico II che viveva un tempo storico certamente non facile per realizzare il suo progetto. Ha avvicinato la cultura araba alla nostra, ma erano appunto tempi diversi. Oggi noi abbiamo il dovere di difendere il canone universale della civilizzazione occidentale, ma non perché la nostra storia è più bella delle altre, ma perché è meglio vivere in un mondo di diritti rispettati e tutelati”.

La serata è stata introdotta da una piccola esibizione del gruppo dei Falconieri di Melfi con i loro splendidi rapaci, seguita da alcuni intermezzi teatrali dove gli attori hanno impersonato Pier delle Vigne, Federico II e San Francesco d’Assisi.

Al termine i presenti si sono concessi un rinfresco nel cortile della cisterna.

Di seguito alcune foto scattate durante il convegno.