“Sono 450 le famiglie che hanno maturato un’aspettativa concreta rispetto allo scorrimento dell’avviso sul bonus prima casa.
Sono mesi che conduco questa battaglia in nome di un’aspettativa che è cresciuta anche attraverso la nostra iniziativa.
Una iniziativa che a questo punto ci porta delle quasi certezze, lasciando uno spazio a beneficio del dubbio”.
Lo dichiara il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che prosegue:
“La nostra iniziativa, e sollecitazione, ha indotto il Dipartimento infrastrutture ad attivarsi con telefonate dirette ai beneficiari per ‘aggiornamento dati’ e per evitare che gli sfuggisse, politicamente parlando, di mano la questione, questo prima di Pasqua, siamo ad aprile.
Se dopo 3 mesi dalla richiesta di aggiornamento dati non vi è alcuna chiarezza sui tempi di erogazione del bonus, dunque qualche cosa che non ha funzionato ci può essere?
Escludendo che sia stata azzardata una mossa politica mal riuscita, siamo portati a pensare che ancora le risorse non sono effettivamente e concretamente disponibili.
Forse, lo potremmo dimostrare che vi era una aspettava diversa: che i tempi sarebbero stati più brevi.
Ma c’è di più l’assessore Pepe durante la seduta del Consiglio regionale, circa una mese fa, ha dichiarato che si stava verificando con il direttore del programmazione Morvillo la possibilità di anticipare queste risorse ancora bloccate a ‘Roma’.
Si può capire se questa possibilità di anticipazione è concreta e imminente?
Si può avere chiarezza su come stanno le cose in nome di un’aspettativa di 450 famiglie?
Non vorremo trovarci per l’ennesima volta, a fronte di una richiesta precisa e concreta, tra qualche giorno o settimana, risposte retoriche e propagandistiche che hanno il retrogusto di ammantare i ritardi con efficientismo e concretezza.
Alcune volte si possono cogliere le sollecitazioni della minoranza anche come spunto per riconoscere un impegno comune sulla soluzione dei problemi.
Questo atteggiamento rafforza il ruolo della Istituzione e anche quello della funzione di governo”.


































