Dal 2027 il bonus trasporti cambia struttura e lascia spazio a un nuovo conto di mobilità personale, con importi da 100 a 400 euro l’anno.
La misura è prevista dal Piano Sociale per il Clima e punta a sostenere pendolari, studenti e lavoratori appartenenti ai nuclei a basso reddito.
L’accesso sarà determinato da ISEE e indice di vulnerabilità, mentre le domande saranno ordinate in una graduatoria nazionale.
Dopo la novità del bollo auto, il nuovo strumento, chiamato “Il mio conto di mobilità”, sarà un portafoglio digitale intestato al singolo beneficiario.
Il credito, disponibile per 12 mesi dall’emissione, potrà avere un valore di 100, 200 o 400 euro in base alla posizione raggiunta.
Le somme potranno essere utilizzate per acquistare biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale e regionale, sia su gomma sia su ferro.
Sono compresi anche i servizi a chiamata nelle aree non servite dalle linee ordinarie.
L’eventuale estensione a servizi come mobilità condivisa, taxi e NCC sarà definita con l’atto nazionale di attuazione.
Il Piano Sociale per il Clima, esaminato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, destina alla misura 1,74 miliardi di euro per il periodo 2027-2032.
Il requisito economico principale è un ISEE non superiore a 20.000 euro.
A questo si aggiunge un indice di vulnerabilità espresso in centesimi, costruito considerando la situazione economica, la distanza tra abitazione e luogo di studio o lavoro, l’eventuale abbonamento al trasporto pubblico già posseduto e la presenza o meno di un’auto nel nucleo familiare.
La componente economica può assegnare fino a 60 punti.
Per ottenere il contributo è necessario raggiungere almeno 35 punti.
Sopra la soglia ISEE prevista, invece, il beneficio viene escluso indipendentemente dagli altri requisiti.
Il calcolo viene effettuato sulla persona, utilizzando l’ISEE del nucleo: nella stessa famiglia, quindi, il conto potrebbe spettare a più componenti, a uno solo oppure a nessuno.
L’importo dipenderà dalla fascia di punteggio e dalla posizione nella graduatoria.
Ogni anno il Piano prevede fino a 300.000 conti da 400 euro, 350.000 da 200 euro e un milione da 100 euro.
Per ottenere l’importo massimo servono condizioni economiche e di mobilità più gravose.
Con un ISEE fino a 10.000 euro si parte dalla fascia da 200 euro e si può arrivare a 400 euro con un punteggio di vulnerabilità più elevato.
Per chi ha un ISEE tra 10.001 e 15.000 euro, il conto da 400 euro richiede il raggiungimento di 85 punti, ottenibili combinando distanza superiore a 30 chilometri, abbonamento al trasporto pubblico già sottoscritto e assenza di auto nel nucleo familiare.
Con un ISEE tra 15.001 e 20.000 euro, invece, l’importo ordinario non può superare i 200 euro. Per accedere a questa fascia servono almeno 55 punti.
Chi percorre meno di 10 chilometri deve inoltre raggiungere almeno una delle due condizioni aggiuntive legate all’abbonamento già posseduto o all’assenza di auto in famiglia.
La domanda del conto di mobilità non si può ancora presentare: il Piano, infatti, attende l’approvazione della Commissione europea e le regole di accesso saranno fissate da un atto nazionale di attuazione atteso entro marzo 2027.
Le richieste si presenteranno sulla Piattaforma della Mobilità Ecosolidale, che verifica i requisiti, forma la graduatoria e consente di spendere il credito presso gli operatori aderenti, i quali caricano sulla piattaforma le proprie tariffe agevolate.
Se la piattaforma non fosse attiva all’avvio della misura, il Piano prevede una fase transitoria con un codice QR da usare come sconto diretto; per chi non usa strumenti digitali sono previsti sportelli presso centri per l’impiego, CAF e patronati e un numero verde.
Chi rinnova l’abbonamento annuale a inizio 2027 sostiene la spesa prima che il conto sia attivo: nel testo del Piano non compare un rimborso per i titoli acquistati prima dell’attivazione, che l’atto di attuazione potrà disciplinare.

































