Anche in Basilicata la “benzina del sindaco”. Ecco la proposta

Proporre anche in Basilicata la “benzina del sindaco”, fenomeno che si sta diffondendo in diversi piccoli Comuni italiani in forma sperimentale, specie nelle aree interne, e per il quale le amministrazioni comunali rilevano o gestiscono direttamente l’unico distributore locale per azzerare i margini e garantire prezzi ridotti ai residenti.

L’idea di Confartigianato, fa sapere l’ansa, nasce dai numeri della Basilicata: attualmente sono 267 gli impianti attivi di distribuzione carburanti sul territorio, distribuiti in 99 Comuni; sono 32 i Comuni completamente sprovvisti di un distributore e, secondo le valutazioni di Confartigianato, un’altra decina di impianti potrebbe essere costretta a chiudere per l’aumento dei costi di gestione e della scarsa redditività nelle zone caratterizzate da una bassa densità abitativa.

Per Confartigianato, dunque, la tenuta della rete dei distributori deve entrare a pieno titolo nelle politiche dedicate alle aree interne e per questo l’organizzazione sollecita pertanto le istituzioni regionali e locali a considerare la rete dei distributori di carburante come parte integrante dei servizi essenziali delle aree interne, valutando strumenti di sostegno e forme innovative di gestione laddove il mercato non riesca più a garantire la sostenibilità economica degli impianti.

“Il problema – ha commentato Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato – non riguarda soltanto il prezzo del carburante.

Nelle aree montane i distributori non sono semplici attività commerciali, ma veri e propri presìdi di comunità.

La loro presenza garantisce mobilità, accesso ai servizi e continuità economica. Un territorio che perde progressivamente i propri servizi rischia inevitabilmente di diventare meno attrattivo per le famiglie e per le imprese, alimentando ulteriormente lo spopolamento”.