Si è conclusa con un intenso e partecipato epilogo la kermesse culturale “Terra di San Gervasio – L’Ombra e Lo Splendore”.
Promossa con il patrocinio del Comune di Palazzo San Gervasio, l’iniziativa — andata in scena il 9 e l’11 agosto nella cornice suggestiva di Largo Caprone e culminata il 13 agosto sul sagrato del Duomo di San Nicola — ha registrato uno straordinario successo di pubblico in piazza e un eccezionale riscontro digitale sui canali social dedicati.
Il festival ha inteso raccontare il farsi di un castello, il Palatium di San Gervasio, e della comunità cresciuta intorno ad esso, unendo il rigore storiografico alla poesia.
Curata e interpretata da Michele Mastrodonato, Rosalba Griesi e Camilla Hoffmann d’Errico, la rassegna ha avuto come obiettivo centrale la riscoperta e la rivivificazione del centro storico e dei vicoli del paese vecchio, offrendo un modello di fruizione culturale diffusa.
Il successo della manifestazione riflette la forte spinta popolare e la sinergia tra le realtà associative del territorio.
Gli organizzatori rivolgono un ringraziamento istituzionale al sindaco Luca Festino e all’amministrazione comunale, estendendo la gratitudine al Centro Studi Manfredi di Svevia, nella persona del presidente Mario Saluzzi; all’APS Borgo Antico Palazzo San Gervasio, per il supporto logistico e operativo; e all’Associazione AMICA, capitanata da Filomena Manzoni.
Un contributo determinante alla riuscita delle serate è giunto anche dalle interpretazioni della cantautrice Miriam Garzillo e dalla gestione tecnica audio e video curata da Giuseppe Casamassima.
Nata per valorizzare le radici locali, la kermesse possiede una spiccata valenza universale, candidandosi a fungere da canovaccio narrativo e format replicabile in ogni sito di epoca sveva e angioina.
A suggellare lo spirito dell’iniziativa, le parole conclusive degli ideatori:
“Quando una comunità si unisce non ci sono limiti a quello che può fare. Ne siamo fermamente, caparbiamente convinti. […]
Questa grande kermesse racconta la storia delle origini del nostro abitato, ma possiede una valenza universale, potendo fungere da canovaccio per il racconto di ogni singolo luogo svevo e angioino.
Ora i riflettori si spengono, Terra di San Gervasio diventerà un ricordo e speriamo un bel racconto, ma la consapevolezza della nobiltà della nostra storia e della forza di una comunità unita speriamo rimarranno con voi.”
Ecco le foto.


































