A Rionero le trame di carta di Carmine Luino tra mito mediterraneo e memoria del Vulture. L’evento di inaugurazione

Un dialogo tra Mediterraneo e Vulture, tra passato e presente, memoria e trasformazione.

Sabato 27 giugno 2026 alle ore 18.00, presso la Sala Mostre Nino Calice di Palazzo Giustino Fortunato, sarà inaugurata Fluida – Trame di carta, tra spazio e memoria, mostra personale dell’artista e designer napoletano Carmine Luino, promossa dall’associazione smART – storie in movimento ETS e visitabile fino al 15 luglio 2026, tutti i giorni dalle ore 16:00 alle ore 20:00, in collaborazione con le associazioni culturali lucane Arkestralab e moviMenti.

L’esposizione nasce dall’incontro tra la ricerca artistiche di Luino e il territorio di Rionero in Vulture, attraverso un percorso fatto di simboli, miti, memorie e suggestioni che raccontano il legame profondo tra luoghi apparentemente distanti, ma accomunati da una lunga storia di scambi culturali, contaminazioni e appartenenze mediterranee.

Designer, artista e formatore, Carmine Luino porta nella propria produzione una duplice anima: il rigore del progetto e la libertà dell’immaginazione.

Le opere esposte sono realizzate attraverso una complessa lavorazione della carta che prevede tagli, piegature, sovrapposizioni e interventi pittorici arricchiti dalla foglia oro.

Carta, legno, tessuti e materiali di recupero diventano così elementi di nuove narrazioni visive, capaci di trasformare oggetti quotidiani in immagini evocative.

La mostra presenta una selezione di lavori che attraversano temi e simboli centrali della poetica dell’artista.

Tra questi spicca la serie Il viaggio di Ulisse, composta da quattordici opere dedicate ai personaggi e agli archetipi dell’Odissea, interpretati come metafora universale del viaggio umano, della ricerca di sé e della trasformazione.

Accanto a queste trovano spazio opere dedicate agli azulejos mediterranei, alle antiche anfore, alle sirene e ai pesci, simbolo di diversità e convivenza, fino ai lavori che rendono omaggio agli elementi identitari del territorio del Vulture: l’acqua, il vino, il vulcano e le tradizioni gastronomiche della Basilicata.

Particolarmente significativo è il dialogo che Luino costruisce con Rionero in Vulture attraverso opere come Panta Rei, dedicata all’acqua sorgiva che caratterizza il territorio; In Vino Veritas, omaggio alla cultura vitivinicola del Vulture; e Vulcano, che riflette sul rapporto tra creazione e trasformazione, richiamando simbolicamente il monte Vulture e il Vesuvio.

Le opere che troverete in questa mostra sono frammenti di un viaggio personale tra simboli, storie e territori.

Alcune vengono da lontano: dal mito greco, dalla cultura islamica, dalla tradizione napoletana. Altre nascono qui, da questo territorio, da questi sapori, da questa terra.

Tutte, però, parlano di identità in movimento e di trasformazione continua.

Fluida è un invito a lasciarsi attraversare da tutto questo, afferma l’artista.

I saluti istituzionali saranno affidati a Cinzia Gliaschera, assessora con delega alla Cultura, Politiche giovanili, Pari opportunità, Politiche sociali e Immigrazione del Comune di Rionero in Vulture, e a Gerardo Brienza, componente del Comitato di Gestione di Palazzo Fortunato.

L’inaugurazione sarà accompagnata da un intervento musicale del musicista Donato Pitoia, pensato come ulteriore elemento di dialogo tra linguaggi artistici differenti.

La mostra si inserisce nel percorso culturale promosso da smART – storie in movimento ETS, associazione impegnata nella diffusione dell’arte contemporanea attraverso pratiche partecipative e inclusive, con l’obiettivo di avvicinare ai linguaggi dell’arte pubblici spesso distanti dai circuiti culturali tradizionali.

Il progetto proseguirà domenica 28 giugno, dalle ore 10.00 alle 13.00, con un appuntamento aperto alla cittadinanza presso l’Emeroteca di Palazzo Giustino Fortunato.

In questa occasione, l’artista presenterà la propria tecnica creativa e coinvolgerà un massimo di venti partecipanti nella realizzazione di un’opera collettiva.

Attraverso un percorso di sperimentazione e confronto, i partecipanti contribuiranno alla creazione di un’opera corale che, una volta completata, sarà donata alla città come testimonianza concreta di un’esperienza fondata sulla partecipazione, sulla creatività e sulla condivisione.

BREVE BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Carmine Luino 1976 nasce e cresce a Napoli, città che gli scorre nelle vene, si deposita nello sguardo e si intreccia alle radici come una trama di segni, innovazione e memoria.

La sua formazione parte dagli studi in Ingegneria, un percorso tecnico che fin dall’inizio si apre al bisogno di creare, dare forma e costruire immagini: un flusso continuo tra idea, visione e progetto.

Da oltre venticinque anni attraversa la comunicazione visiva tra grafica editoriale, fotografia, illustrazione, animazione e videomaking, collaborando con enti culturali, istituzioni e realtà internazionali.

Accanto a questo percorso multidisciplinare porta avanti un’attività di formazione che diventa spazio di relazione e scambio: nelle scuole, nelle università, con la Cineteca di Bologna e negli istituti penitenziari.

È inoltre cofondatore della casa editrice Caracò, del portale educativvu.it e del collettivo NEST – Napoli Est Teatro, dove il visivo si intreccia al teatro, all’arte, alla musica e al cinema.

Nel tempo ha collaborato con registi e autori come Mario Martone, Edoardo De Angelis, Francesco Di Leva, Giuseppe Miale di Mauro e altri protagonisti della scena contemporanea, costruendo immagini per il teatro e per il cinema tra fotografia, visual e altri dispositivi narrative.

Accanto alla sua professione si muove una ricerca più silenziosa che trova nella carta il suo tutto, il suo principio. Materiale fragile e d’uso quotidiano, nelle sue mani si trasforma: tagli, piegature e stratificazioni danno vita a forme sospese, attraversate da simboli del Mediterraneo e dell’immaginario napoletano, come frammenti di una memoria che riaffiora.

Tra i temi ricorrenti emergono il mare nostrum, la cultura popolare e soprattutto Napoli, con la sua iconografia ricca, di dubbia bellezza e significato. Sirene, vulcani, cibi tradizionali e simboli partenopei diventano elementi di una ricerca che dialoga costantemente con la memoria collettiva e con le radici del Sud.

Le sue opere hanno viaggiato tra l’Italia e l’estero.

Tra queste, un’esperienza nella Foresta Nera in Germania, dove i suoi pescetti di carta dialogavano con un ambiente sonoro all’interno di un ex edificio industriale, trasformando lo spazio in una sospensione percettiva tra materia e suono. Ha esposto anche in contesti teatrali come il Teatro Nest di Napoli, luogo che è insieme spazio di lavoro e origine di molte altre connessioni. Ama definirsi designer: non un semplice artista, ma un progettista di immagini.

Qualcuno che non attende l’ispirazione, ma costruisce le condizioni affinché un’immagine possa accadere, rivelarsi.

Di seguito la locandina con i dettagli.