Maggio 2026 sarà un mese particolarmente caldo sul fronte scioperi.
E, in particolare, la prima settimana “completa” dal 4 all’11 maggio sarà una delle più delicate, con scuola e trasporto aereo al centro delle mobilitazioni.
Le giornate più critiche come fa sapere quifinanza saranno probabilmente il 6 e il 7, quando si fermerà parte del personale scolastico, e l’11 maggio, con un’agitazione nazionale che coinvolgerà i voli e rischia di creare ritardi e cancellazioni.
Nel mezzo si verificheranno altri scioperi più contenuti nel settore ferroviario e nel trasporto pubblico locale, da Trento a Potenza.
Il 1° maggio aveva inaugurato le danze con la mobilitazione proclamata da Usi Cit e Cobas Lavoro Privato.
Il primo grande appuntamento generale riguarda il comparto scuola.
Per le giornate del 6 e 7 maggio sono stati proclamati sei scioperi nazionali che coinvolgono dirigenti scolastici, docenti, personale Ata e personale educativo.
L’astensione dal lavoro riguarda scuole di ogni ordine e grado, con una mobilitazione particolarmente concentrata sulla scuola primaria e sugli istituti tecnici.
Il fronte sindacale è articolato.
Accanto ai Cobas hanno aderito anche altre sigle di base e confederali, con modalità differenti tra sciopero pieno e sciopero breve.
Uno dei punti più sensibili riguarda le prove Invalsi, previste proprio in quei giorni nella scuola primaria e che in molti istituti potrebbero saltare o essere rinviate.
L’agitazione punta a impattare infatti su test, correzione delle prove e tabulazione dei risultati, allo scopo di dare un segnale alle istituzioni.
Tutto nasce da una contestazione più ampia sul sistema di valutazione nazionale, considerato dai sindacati troppo standardizzato e poco utile sul piano didattico.
Le prove Invalsi sono tuttavia soltanto uno dei motivi della protesta che inaugurerà il periodo caldo del “maggio degli scioperi”. Tra le rivendicazioni dei sindacati figurano anche:
- recupero del potere d’acquisto degli stipendi;
- stabilizzazione del personale precario;
- stop alla riforma degli istituti tecnici;
- revisione del sistema di reclutamento.
Secondo i promotori, il rinnovo contrattuale non avrebbe compensato l’inflazione accumulata negli ultimi anni, con una perdita significativa del potere d’acquisto (circa il 30%) per docenti e personale Ata. Il rischio concreto per le famiglie è quello di lezioni ridotte, ingressi posticipati o sospensione di alcune attività.
Le sigle hanno parlato di “contratto-miseria” in relazione agli ultimi adeguamenti di categoria, evidenziando che gli aumenti del 6% “non solo non compensano il forte calo dei salari, ma sono lontanissimi pure dal coprire l’inflazione del 14,8% registrata nell’ultimo triennio”.
Il comparto scolastico vedrà un altro sciopero anche il 12 maggio, quando a incrociare le braccia sarà il personale degli asili nido e delle scuole dell’infanzia convenzionate con Roma Capitale.
Lunedì 11 maggio sarà invece la giornata più critica per chi ha prenotato un volo. Lo sciopero nazionale coinvolgerà il personale di EasyJet, con uno stop programmato dalle 10 alle 18. Ma il vero problema è che alla protesta generale si sommano mobilitazioni locali in diversi aeroporti italiani.
Le categorie coinvolte comprendono servizi di handling, sicurezza aeroportuale, controllo del traffico aereo e assistenza a terra. Si rischia dunque una giornata complessa soprattutto negli scali più trafficati, con possibili ritardi, cancellazioni e modifiche operative.
Tra le agitazioni locali annunciate per l’11 maggio figurano:
- il personale di sicurezza aeroportuale a Cagliari;
- il personale Enav a Roma e Napoli;
- gli addetti Adr Security dell’aeroporto di Roma-Fiumicino;
- gli operatori handling presso l’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo.

































